Monza, Binario 7: i sette miti del passato che parlano al presente

Il teatro Binario 7 esordisce in stagione con la nuova produzione firmata dal direttore artistico Corrado Accordino.
Binario 7: Sette miti maledetti
Binario 7: Sette miti maledetti

Che poi cosa vuole dire mito, maledetto o meno che sia. Perché bisogna tornare alle radici, alle radici di tutto quello che componiamo come cultura occidentale, per prendere una bussola – umana, sociale, intellettuale – e trovare un orizzonte con un nord qualsiasi.

Allora parola, discorso, racconto, favola, leggenda, tutto quello che è trasmissione di quanto si sia mai capito e definito: trasfigurandolo, certo, perché per immagini, prima mentali e poi fisiche, si finisce per trasferire il sapere. Questo fa la nuova produzione del Binario 7 di Monza, “Sette miti maledetti”: prende il mito, ne fa un nostro problema, frugando là dove tutto ha avuto origine, nella letteratura greca. «In parte avevo in mente di lavorare sui miti da un anno, poi ho visto Christopher Nolan – racconta Corrado Accordino, direttore artistico del Binario 7 che cura drammaturgia regia, a proposito del film arrivato nelle sale nei mesi scorsi – Ha tirato fuori l’Odissea, perché era nell’aria». Va in scena ancora domenica 4 ottobre alle 16 in via Turati.

Monza, Binario 7: i sette miti del passato e lo specchio che parla

Aggiunge: «Avevo già scritto cinque su sette dei miti scelti, ma c’è un aspetto fondamentale, chiaro, è simbologia che ti fa tornare indietro e ti fa tornare a guardarti allo specchio: il confronto è con te stesso».

Allora Cassandra, Medusa e la pietra che è metafora diretta, perché «il mito non fa finta», Narcisa che è «la storia di una donna che non capisce cos’è darsi e ricevere perché troppo compiaciuta di sé» ed è così che questa donna (non più un uomo) non è più consapevole di cosa sia l’amore, di cosa provoca la sua bellezza e fa un viaggio infernale» ai confini di sé, del suo aspetto, delle sue scelte.

Monza, Binario 7: i sette miti del passato da Narciso a Sisifo

«Sono tutti maledetti – aggiunge Accordino – Condannati a sogni non realizzati, frustrazioni, eccessi, ma forse quotidiani, possibili». Così come Eco, che si innamora di Narciso, non ha identità, «il mio personaggio è smarrito rispetto agli altri che sanno invece cosa fare, cosa dire: e dice come fanno a essere così sicuri, io non ho certezze. Un’agonia perché si sente a pezzi e non sa cosa fare». Vale anche per Sisifo, già riletto da Albert Camus, l’uomo che appena arriva a un risultato torna indietro e deve ricominciare e trova davanti a sé l’assurdità e l’inutilità della vita. «Dov’è il senso reale? Forse il senso è che non c’è senso davvero».

Monza, Binario 7: i sette miti del passato e il presente

Aggiunge, Accordino: Prometeo non ruba il fuoco, è un saggio come Drugo (il protagonista di “Il grande Lebowski dei Coen), «saggio nella sua asocialità, vive nel suo mondo, ma ha studiato, scoperto e viaggiato: il mio Prometeo è la parola originale, il verbo, Dio, ma da quella parola, il verbo, si arriva all’assurdo». Parliamo di «personaggi reali che potrei trovare nella vita quotidiana, come Aracne che sfida Atena ed è condannata: nell’efficienza della sua quotidianità – portare bambini a scuola, sentire il medico, il commercialista, vive in una una ragnatela delle cose da fare, e allora il punto è: ti deve ribellare, tutti siamo costretti in una ragnatela di F24 di Imu. Bisogna sfidarli». E vincerli, suggerisce. Attraverso per esempio uno spettacolo itinerante che riempie il Binario 7: perché se bisogna partire dalla rottura delle regole, bisogna partire in casa.

L'autore

Libri, arte, gatti e sì, tanta (spesso troppa) cucina. Non solo quella redazionale. Tutto il resto è cronaca. Giornalista professionista, redattore, alla soglia dei trent’anni di Cittadino, ma solo perché ho iniziato giovanissimo. Con più di 125 anni di storia di Monza e Brianza da tramandare.