È una malattia che si presenta in modo subdolo. Non si riconosce perché non la si conosce. Devasta la persona e tutti i familiari che le stanno intorno che, impotenti, assistono ad esiti spesso fatali. Si è parlato di depressione e di salute mentale nella conviviale organizzata mercoledì sera allo Sporting Club dal Rotary Club Monza Villa Reale, presieduto da Cesare Lavia.
Riconoscere la depressione, la serata del Rotary con l’associazione Danile per fare informazione: 280 milioni di persone coinvolte nel mondo
La depressione è una malattia reale, complessa e curabile, che può colpire persone di ogni età e condizione sociale. Secondo stime riportate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità coinvolge oltre 280 milioni di persone nel mondo ed è tra le principali cause di disabilità a livello globale. In Italia, le stime arrivano a circa 7 milioni di persone.

Riconoscere la depressione, la serata del Rotary con l’associazione Danile per fare informazione: l’impegno nelle alternative alle terapie tradizionali
Francesco Danile ha parlato a cuore aperto della malattia che aveva colpito il fratello Antonio, avvocato di successo, residente a Meda, che ha combattuto per vent’anni la depressione.
«Antonio si è congedato dalla vita in modo tragico poco più che quarantenne – ha raccontato – ma la nostra famiglia, mia madre Clara in primis, ha voluto trasformare il suo, il nostro dolore in un percorso volto ad aiutare le persone affette da depressioni farmaco-resistenti trovando valide alternative alle cure tradizionali e facendo informazione perché si sa ancora poco della depressione. Le famiglie sono sole, la malattia mentale è vissuta tutt’oggi come uno stigma. La si affronta in silenzio con paura e pregiudizi».

Riconoscere la depressione, la serata del Rotary con l’associazione Danile per fare informazione: la collaborazione con Campus Bio-Medico di Roma
È nata, così, nel 2019 l’associazione Antonio Danile, che ha sede a Monza, presieduta da Francesco Danile. «Siamo entrati in contatto con il Policlinico Universitario Campus Bio medico di Roma, molto attento allo studio della depressione – ha continuato – e collaboriamo costantemente con l’Associazione Amici del Campus Bio-Medico di Roma – ETS ».
A portare la testimonianza di questa associazione è stata la presidente Rossella Perricone che ha evidenziato che più di 150 persone sono state sottoposte alla stimolazione magnetica transcranica grazie ai fondi raccolti e i risultati fanno ben sperare. «Molti pazienti – ha ribadito – hanno ripreso una vita normale. Posso portare l’esempio concreto di un medico ortopedico che dopo poche sedute è tornato a svolgere la sua professione». Francesco Danile ha ripercorso il calvario del fratello e di tutti i suoi cari: «Si passa attraverso diverse fasi: la non consapevolezza quando la depressione viene scambiata per semplice malinconia; la vergogna perché della malattia mentale si ha timore a parlarne. I medici di base sono spesso impreparati, nei centri di salute mentale non trovi l’aiuto sperato. E così non si sa cosa fare, ci si chiude in sé stessi, non si ha alcun tipo di confronto con il mondo esterno. E poi c’è la disperazione quando la malattia prende il sopravvento. Il paziente diventa dipendente da sostanze, spesso dalla cocaina che è un potente antidepressivo, e non si riesce a fermarlo. Al dolore si aggiunge il dissesto finanziario».
Riconoscere la depressione, la serata del Rotary con l’associazione Danile per fare informazione: lo spettacolo “Non ti preoccupare”
Ad Antonio Danile l’attore e regista Sergio Scorzillo ha dedicato un romanzo e un testo teatrale dal titolo “Non ti preoccupare”, acquistabile on line, i cui proventi andranno al Campus biomedico romano a favore della ricerca. «Era la frase che ripeteva spesso mio fratello – ha confessato Francesco Danile – e ancora oggi, ogni volta che la sento pronunciare, mi fa rabbrividire».