Monza: addio a Antonio Gabetta, la politica aveva il suo sorriso

È morto Antonio Gabetta, fu consigliere comunale di Forza Italia a Monza. Funerale mercoledì nella chiesa di San Fruttuoso.
Antonio Gabetta
Antonio Gabetta

Ci sono persone che passano dalla politica. E poi ci sono quelle che, in qualche modo, diventano la politica di un’epoca. Antonio Gabetta apparteneva alla seconda categoria. È stato consigliere comunale di Forza Italia, protagonista della stagione politica degli anni Novanta e Duemila, ma soprattutto è stato un personaggio. Di quelli veri. Di quelli che, quando entravano in Consiglio comunale, potevi aspettarti di tutto.

Antonio aveva il talento della sorpresa. Colpi di scena, imboscate, strategie, alleanze improvvise. Conosceva la politica e ne conosceva anche il lato più umano, quello fatto di rapporti, simpatie, amicizie e piccole astuzie. Una volta arrivò persino a Salsomaggiore, alla fine di Miss Italia, trascinandosi dietro Pierantonio Sabini, al quale voleva un bene dell’anima. Ufficialmente una serata. In realtà, come raccontava con quel suo sorriso, anche una missione politica. Tenersi buono l’amico in vista delle votazioni sul bilancio. Pochissimi lo sapevano. Peccato che le telecamere li inquadrassero. E così quella che doveva essere una missione riservata diventò di dominio pubblico. Antonio, del resto, era fatto così. Seguiva le strategie, ma poi lasciava sempre che fosse la vita a metterci lo zampino. Dietro quel politico capace di giocare le sue partite, però, c’era una persona semplice. Semplice davvero. Uno che poteva discutere, battagliare, organizzare una mossa politica e, cinque minuti dopo, ridere come se nulla fosse. Perché Antonio alle persone voleva bene. E quando voleva bene a qualcuno, lo faceva sul serio.

Lo ricordo anche in un momento diverso, quando la politica lo aveva accantonato. Gli regalai un biglietto per il Gran Premio di Monza. Non ne aveva bisogno, questo è certo. Antonio aveva avuto dalla vita molto più di quanto potesse contenere quel biglietto. Eppure si commosse fino alle lacrime. Non per il valore del regalo, ma per il gesto. Perché aveva capito che qualcuno si era ricordato di lui. È forse questa la cosa che oggi fa più male. Antonio Gabetta se ne va lasciando un vuoto che non è soltanto politico. Se ne va un amico, un compagno di tante stagioni, un uomo capace di rendere più vivace una seduta consiliare e più vera una serata tra amici. La politica cambia, i partiti passano, le maggioranze si formano e si sciolgono. Gli anni Novanta e Duemila sembrano ormai lontanissimi. Ma certi personaggi non passano. E Antonio, ne sono certo, resterà nei ricordi di chi lo ha conosciuto. Soprattutto per quel cuore grande che nascondeva dietro le sue strategie, le sue battute e quelle immancabili, imprevedibili mosse. Ciao Antonio. E grazie per tutte le volte che ci hai fatto sorridere, discutere e, soprattutto, volerci bene.

Chi volesse salutare Antonio per l’ultima volta potrà recarsi alla Casa funeraria Domus Pacis, Via Sibilla Aleramo 29 a Cinisello Balsamo lunedì e martedì dalle 8 alle 17. 30 . Il funerale sarà alla chiesa di San Fruttuoso a Monza mercoledì alle 10.

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.