Non è la sua prima volta in Brianza. Marco Ligabue, il cantautore e chitarrista, fratello minore di Luciano, che suonerà venerdì sera al parco Casati di Muggiò, si è già esibito in passato da queste parti. Il suo arrivo a Muggiò fa seguito a uno di questi concerti.
«Ho suonato nel 2024 al Fuori Gp di Biassono. Tra gli spettatori c’era anche un amministratore comunale di Muggiò, non mi hanno detto chi. So soltanto che ha molto apprezzato il mio concerto e ha voluto invitarmi alla sagra di quest’anno. Nessun contatto social, solo un semplice passaparola. Cosa che, in questa epoca iper tecnologica, mi fa molto piacere».

A Muggiò la geografia emotiva di Marco Ligabue, la scintilla musicale a 15 anni
Classe 1970, Marco ha respirato fin da bambino la musica. «I miei genitori avevano negli anni ‘70 una balera dove non si faceva solo liscio – ricorda – da lì sono passati i gruppi e i cantanti più in voga dell’epoca: Graziani, Mingardi, Nomadi, Pooh e tanti altri. Sono cresciuto lì, affascinato dalla musica e dalle luci del palcoscenico».
La vera scintilla musicale è scoppiata, però, quando aveva 15 anni. «Ho preso tra le mani una chitarra acustica e me ne sono innamorato. La chitarra è stata la mia compagna di vita più fedele. Non c’è giorno che passo senza di lei. Ricordo che ho iniziato a suonare con un piccolo manuale, il Canzoniere della musica italiana, che insegnava a eseguire con pochi accordi i brani più famosi».
A Muggiò la geografia emotiva di Marco Ligabue, carriera solista e con i Rio
Prima di iniziare la sua carriera da solista, Marco ha suonato in alcuni gruppi musicali, tra i quali i Rio, che ha fondato nel 2001.
«Conservo ricordi bellissimi. Con i Rio mi sono esibito al Festivalbar, una manifestazione che da bambino seguivo in televisione. Sempre con loro ho tenuto un concerto all’Alcatraz di Milano che andò sold out. Non riuscivo a credere che tutta quella gente avesse pagato il biglietto per noi».
Da solista, Marco ricorda un episodio piuttosto buffo. «Dovevo aprire un concerto di Caparezza, ma il pubblico era annoiato. Qualcuno addirittura mi fischiava. Smisi di suonare. Feci un discorso breve, ma sincero e onesto per spiegare perché fossi lì. Da quel momento cambiò tutto. Gli spettatori mi presero in simpatia e cantarono con me».
A Muggiò la geografia emotiva di Marco Ligabue, la musica per sensibilizzare
Marco Ligabue è molto attivo nel sociale e dà il suo contributo a campagne di sensibilizzazione e raccolte fondi, ma lancia i suoi messaggi anche attraverso la musica.
«Sono nato con i cantautori degli anni ‘70, persone molto impegnate, le cui canzoni ti spingevano a riflettere su diversi argomenti. Attraverso i miei brani voglio trasmettere anche energia e speranza, portare una “coccola” in questo mondo dove si sente sempre parlare di guerre, di dazi, di costi alle stelle».
A Muggiò la geografia emotiva di Marco Ligabue, «indico una direzione»
Il suo ultimo lavoro Maps è «una sfida artistica, un racconto che parte dai quattro elementi della natura, terra, aria, acqua e fuoco, per entrare sempre più in una geografia emotiva. Non arrivo, però, a una destinazione, ma indico una direzione».
Durante il lockdown Marco Ligabue ha scritto 33 racconti confluiti in un libro dal titolo “Salutami tuo fratello”, l’«l’invito che mi viene rivolto più frequentemente». Con Luciano ammette che «il rapporto è sbocciato tardi. Abbiamo dieci anni di differenza, quando io giocavo coi soldatini, lui si interessava alle ragazze. Man mano che crescevo ci siamo avvicinati. La musica ci ha sempre tenuto uniti. Sin dall’inizio l’ho sostenuto. Per quel che mi riguarda, Luciano ha sempre cercato di darmi consigli, ma io preferisco fare di testa mia e seguire il mio percorso».