F1, il papà del campione: «Kimi a Monza la prima volta quando aveva due anni»

La F1 è già in pista a Madrid, un piccolo salto indietro per far raccontare a papà Antonelli l'emozione per l'impresa di Kimi a Monza.
F1 Monza Kimi Antonelli trionfo foto Vegetti ilCittadinoMB
F1 Monza Kimi Antonelli trionfo foto Vegetti ilCittadinoMB

Sotto il palco ha pianto e urlato mentre il figlio alzava a vent’anni quel trofeo che ha fatto discutere il web che però consegna a Kimi Antonelli la vittoria di un italiano a Monza dopo 60 anni.
Il papà Marco, domenica sera era arrivato senza voce davanti all’hospitality Mercedes. Lui è un addetto ai lavori, conosce l’ambiente: 62 anni, ha iniziato la sua carriera nel mondo delle corse nel 1986, partecipando a diverse competizioni automobilistiche italiane e internazionali, tra cui il campionato italiano Superturismo tra il 1992 e il 1996 e alcune gare del campionato europeo Turismo nel 2002. Nel 2020 ha fondato Akm Motorsport by Antonelli, un team dedicato allo sviluppo di giovani talenti proprio come suo figlio.

Marco Antonelli foto Wikipedia
Marco Antonelli foto Wikipedia

F1, il papà del campione: Kimi e il dna di famiglia

«C’è del dna di famiglia – dice – ma Kimi è molto più bravo di quanto fossi io. Ha fatto un’impresa». Partire dall’ultima posizione per scontare una penalità e arrivare sul gradino più alto del podio era il sogno che tutti avevano e nessuno osava dire ad alta voce.
Lui ha iniziato a crederci quando ha visto come Kimi mangiava posizioni: «Quando ho visto come ha gestito la gara, quando ho visto la sua calma nel capire quando è il momento di attaccare ci ho creduto. La più grande paura è stata vederlo verso la ghiaia, gli ultimi due giri ho trattenuto il fiato».

All’arrivo nessun discorso, solo un abbraccio tra padre e figlio che vale più di tante parole.
«Ho pianto con lui mentre si emozionava sul podio – dice – è un ragazzo di vent’anni che ha fatto qualcosa di unbelievable. Ha sentito la pressione nei gironi scorsi ed è stato un bene, perché la pressione ti aiuta ad andare forte e Kimi non scende in pista senza l’obiettivo di vincere».
L’emozione non poteva che esplodere davanti alla marea di tifosi Ferrari che si sono messi a gridare il suo nome sulle note prima di “Volare” e poi di “Sarà perché ti amo”- tutto ciò che di più cliché esista, ma così anche gli stranieri hanno potuto partecipare alla festa.
«La Ferrari per l’Italia è sempre la Ferrari – spiega – ma se c’è un pilota italiano che sta facendo bene è normale sostenerlo. Il tifo deve venire dal cuore».

F1 Monza Kimi Antonelli podio bandiera foto Vegetti ilCittadinoMB
F1 Monza Kimi Antonelli podio bandiera foto Vegetti ilCittadinoMB

F1, il papà del campione: Kimi cresciuto in autodromo e nato sotto il segno di Cars

Poi qualche ricordo che fa di Kimi un predestinato: «Kimi è cresciuto in autodromo. A Monza la prima volta aveva meno di due anni, ma sentiva il rombo dei motori anche quando era nella pancia della sua mamma. La sera in cui è nato io e la mamma eravamo andati al cinema a vedere “Cars” e poi direttamente in sala parto. Già qualche tempo prima a Magny-Cours ha iniziato a scalciare sentendo la musica dei motori».
Quello che inorgoglisce papà Marco è anche la consapevolezza di aver cresciuto un campione anche nella vita. Kimi lo ha dimostrato con i ragazzi di PizzAut invitati giovedì in hospitality: loro gli hanno consegnato la pizza pensata per lui con salsiccia gorgonzola, noci, miele e fiordilatte, lui ha ricambiato con borse Mercedes e il Topolino con il suo alter ego.
«È giusto aver questa attenzione per gli altri – prosegue il padre – noi come famiglia stiamo pensando di fare qualcosa a favore di giovani meno fortunati di noi».

L'autore

Il primo articolo a 13 anni e non ho più smesso. Al Cittadino dal 1992 ho scritto po’ di tutto con un amore incondizionato per Parco e Villa reale. Leggo molto e sono nella giuria del Premio Brianza.
Mi piace raccontare storie e possibilmente buone notizie. Le mie buone notizie sono i miei quattro figli e la nipotina!