Un salto nel tempo. La Itala 35/45 HP Palombella del 1909 arriva sotto la scalinata della Reggia di Monza. È l’auto della Regina Margherita, la sua preferita, quella usata per gli impegni ufficiali.
A guidarla, giovedì sera, Davide Lorenzone, curatore del Museo delle Auto di Torino. È lui che nel 2023 l’ha restaurata e rimessa in moto ed ora è l’unico che ha il permesso di guidarla.
Un’occasione per Monza perché l’auto della Regina fino al 20 settembre sarà in prestito ed è esposta con visite gratuite nella sala conferenze accanto al teatrino di corte.

F1, Gp d’Italia 2026: la Italia Palombella guidata fino alla Reggia di Monza
«La Regina è stata tra le prime donne ad avere la patente- spiega Lorenzone- amava guidare, ma non guidava la Palombella che era più un’auto da parata, molto pesante. Però era la sua preferita».
Donna estremamente moderna per l’epoca Margherita si interessava di tutte le invenzioni meccaniche: «Guidare- prosegue Lorenzone le dava un senso di libertà. Ci sono foto che la ritraggono alla guida di una Oldsmobile nella palazzina di caccia a Stupinigi».
La libertà che provava nel muoversi in autonomia alla guida di un’auto è stato forse il motivo per cui aveva il vezzo di battezzare ogni quattroruote del suo garage con il nome di un volatile.
F1, Gp d’Italia 2026: nel garage della Regina anche la Condor e l’Alcione
Così c’era Condor (trasformabile a camion e torpedo), Cigno (omnibus con letto), Falco (per piccole gite), Aquila e Sparviero (per viaggi più lunghi), Falchetto e Allodola (per i Reali Principi), Stornello (per dama di servizio) e Alcione (per passeggiate brevi).
Non è certo che la Palombella sia stata a Monza, visto che dopo il regicidio la Reggia fu chiusa, ma Lorenzone non lo esclude: «E’ stata utilizzata nei viaggi anche verso Milano, possibile che si passata da Monza».
La Regina aveva al Quirinale un vero e proprio garage reale, suddiviso in “reparto di città” e “reparto di campagna”, curato come un gioiello con pavimenti in cotto lucido, vetrate e stampe decorative alle pareti. «Purtroppo di tutte le auto di Margherita è rimasta solo la Palombella che, per volontà di Margherita, fu donata alla Parrocchia di San Camillo a Roma, un santo a cui era devota. Fu messa all’Asta per beneficenza e dal 1937 è di proprietà del Museo dell’auto».
Dal 1937 è rimasta ferma, ma grazie ad un accurato restauro è stato lo stesso Lorenzone a rimetterla in moto. Vederla attraversare l’avancorte della reggia, in tutta la sua eleganza, è stato un verso alto nel tempo.