Addio a Carla Villa Meregalli, la signora del vino a Monza

È morta a Monza Carla Villa sposata Meregalli, una delle famiglie più conosciute e apprezzate del mondo del vino.
Carla Villa Meregalli con il marito Giuseppe e il figlio Marcello
Carla Villa Meregalli con il marito Giuseppe e il figlio Marcello

Ci sono persone che entrano nella storia di una città senza aver mai cercato di farne parte. Ci entrano semplicemente vivendo, lavorando, costruendo legami. E quando se ne vanno, ci si accorge di quanto fosse diventata familiare la loro presenza. Carla Villa sposata Meregalli era una di queste persone. La notizia della sua morte lascia un vuoto profondo nella famiglia Meregalli, una delle realtà più conosciute e apprezzate del mondo del vino, ma lascia qualcosa anche a Monza, città che da anni conosce il nome dei Meregalli e il lavoro costruito con passione, serietà e dedizione.

Addio a Carla Villa, la signora del vino a Monza: la famiglia dietro al Gruppo Meregalli

Carla era la moglie di Giuseppe e la madre di Marcello. Due nomi che, nel mondo del vino, non hanno bisogno di presentazioni. Ma dietro quei nomi, dietro l’azienda, gli incontri, le bottiglie, i grandi vini e i grandi produttori, c’era anche una famiglia. Ed è soprattutto dentro quella famiglia che oggi si misura la perdita.

Era ricoverata al Policlinico. Una lunga prova, affrontata dalla famiglia con quella discrezione che spesso appartiene alle sofferenze più vere. Poi arriva il momento in cui non ci sono più parole capaci di aggiungere qualcosa. Rimane soltanto il dolore, quello che non ha bisogno di essere spiegato. E forse proprio per questo oggi non servono grandi frasi. Serve ricordare una donna che per Giuseppe è stata compagna di una vita e per Marcello una madre. Serve pensare a una casa nella quale improvvisamente qualcosa è cambiato per sempre. A quelle abitudini che continueranno per qualche tempo quasi automaticamente, prima che la realtà della sua assenza riesca davvero a farsi strada. A un posto a tavola che non sarà più occupato. A un telefono che per un istante si aspetterà ancora di sentire squillare. Sono le piccole cose, alla fine, quelle che raccontano meglio una perdita.

Monza conosce i Meregalli per ciò che hanno costruito nel mondo. Ma oggi è giusto guardarli per ciò che sono. Una famiglia che piange una moglie, una madre, una persona amata. Il vino, quello sì, sa insegnare qualcosa anche sul tempo. Ci sono cose che maturano lentamente, acquistano valore, diventano parte della memoria. Anche le persone, in fondo, lasciano tracce così. Non fanno rumore mentre costruiscono la loro presenza nella vita degli altri. Poi, quando non ci sono più, ci si accorge di quanto fossero importanti. Carla lascia quella traccia. E lascia a Giuseppe, a Marcello e a tutti coloro che le hanno voluto bene il compito più difficile. Continuare a camminare portandosi dentro un’assenza che non passerà, ma che con il tempo potrà trasformarsi in memoria. Non è un addio che chiude una storia. È il dolore di una famiglia che oggi si ferma, mentre intorno la vita continua. E in quel silenzio, forse, c’è tutto quello che davvero conta.

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.