Il cammino di Monza per diventare sempre più sicura dal punto di vista viabilistico procede. E così, dopo i lavori realizzati nelle scorse settimane nel quartiere Triante, è ora la volta del quartiere Libertà, dove lunedì 3 agosto sono stati avviati i cantieri previsti per gli interventi di moderazione del traffico e la “installazione” di una nuova Zona 30.
Ecco gli interventi previsti

Diversi gli interventi di cosiddetto “traffic calming” in cantiere: la realizzazione di una strada scolastica in via Amundsen, con chiusura temporanea ai veicoli durante gli orari di entrata e uscita da scuola; una “castellana” con attraversamenti rialzati all’incrocio tra le vie Amundsen, Eraclito e Parmenide; un attraversamento pedonale su via del Molino San Michele; un attraversamento pedonale rialzato e due a raso su via Einstein.
È anche previsto l’allargamento delle curvature dei marciapiedi per migliorare la sicurezza degli attraversamenti in corrispondenza degli incroci di via Parmenide-via Tolomeo e via Parmenide-via Ragazzi del ’99. Completano il progetto la manutenzione e integrazione delle segnaletiche orizzontali e verticali e il rifacimento di alcuni tratti di marciapiedi.
Spazi urbani e sicurezza

Il Comune spiega che la moderazione del traffico rappresenta anche un’occasione per realizzare spazi urbani di qualità, accessibili in sicurezza soprattutto per gli utenti deboli e vulnerabili, tra cui pedoni e ciclisti. Anche il progetto avviato per il quartiere Libertà pone quindi in essere interventi volti a migliorare la sicurezza stradale, razionalizzando la redistribuzione dello spazio stradale per veicoli, pedoni e ciclisti e prevedendo, oltre l’istituzione di aree in cui la velocità di percorrenza viene limitata a 30 km/h, anche interventi strutturali finalizzati alla realizzazione di aree “traffic calming”.
Gli obiettivi e il commento dell’assessora
Tra i risultati attesi, come accaduto in altre zone dopo la realizzazione degli interventi di moderazione del traffico, ci si aspetta il cambiamento dello stile di guida, con minori picchi di velocità elevata; la riduzione generalizzata del rumore nei quartieri; la riduzione dell’inquinamento da veicoli, dovuta al calo del ripetuto effetto “frenata/accelerazione”; la riduzione del consumo di carburante; il graduale recupero di spazi urbani, prima unicamente destinati alla funzione viabilistica di transito; la riduzione del numero degli incidenti, fino a punte del 25%, con una particolare diminuzione di quelli con gravi conseguenze.
«Continuiamo a progettare e realizzare soluzioni specifiche per le zone di Monza che presentano maggiori criticità. L’obiettivo finale è offrire ai cittadini una città più sicura e a misura di persona», ha addermato l’assessora alla Mobilità, Irene Zappalà.