L’incidente aereo che è costato la vita in Perù alle famiglie Gianturco ed Amatucci ha gettato nel dolore le comunità di Monza e Seregno, dove i due nuclei erano residenti.
Tragedia in Perù: il comunicato del comune di Monza
L’amministrazione comunale di Monza ha affidato ad un comunicato la sua partecipazione «al cordoglio cittadino per la tragica scomparsa della famiglia monzese Gianturco: le quattro persone sono precipitate da un velivolo, durante un trasferimento interno in Perù, dove stavano trascorrendo un periodo di vacanza». Per parte sua, il sindaco Paolo Pilotto si è detto «vicino ai familiari ed agli amici», prima di rivolgere un pensiero particolare ai giovani figli, che insieme alla famiglia seregnese condividevano il viaggio: «Erano ragazzi con la sete di conoscere posti nuovi, con il gusto di scoprire insieme popoli e civiltà diverse. La città si stringe con dolore a quanti condividono questi lutti».
Tragedia in Perù: la vicinanza del comune di Seregno
Il sindaco di Seregno Alberto Rossi ha invece spiegato all’Ansa che «l’intera città è sconvolta da questa vicenda e ci siamo già messi a totale disposizione dei familiari per qualunque necessità operativa e pratica in una tragedia come questa».
Tragedia in Perù: chi erano le vittime
I Gianturco abitavano a Monza, in piazza Diaz: Paolo Gianturco era manager di Deloitte, mentre Cristina Maria Bianco lavorava per Andersen Consulting. Gli Angelucci invece avevano la loro casa in via Vignoli a Seregno. Massimo Angelucci era titolare della Ima Tecno di Lissone, produttrice di macchine utensili, e con la moglie Elena Sala aveva appena festeggiato la laurea in ingegneria del figlio Lorenzo.