Mentre tutt’attorno è un fiorire di amministrazioni comunali che aderiscono – alcune con entusiasmo – al progetto del Parco fluviale del Seveso, la città che ne condivide il nome non ne fa parte e, soprattutto, se non cambieranno le condizioni, non ne farà parte nemmeno nel prossimo futuro.
Spiega tutto la sindaca Alessia Borroni: «Nessuno ha mai detto che non vogliamo entrare nel parco fluviale in nessun caso. Ho già dettagliato quali sono le nostre condizioni: siamo disposti a cedere su tutto quello che serve per la creazione del parco, ad esclusione del Bosco delle Querce. Quello no, non c’entra niente con quest’iniziativa, non c’entra niente con il fiume. Il Bosco delle Querce è un simbolo di Seveso e la gestione deve rimanere in capo al comune ed a Regione Lombardia. Penso che questo sia un fatto assodato e intoccabile, oltretutto dopo l’assegnazione del titolo di patrimonio europeo».
La sindaca Borroni sul Parco fluviale: “Con il nuovo parco un’altra moltiplicazione di poltrone”
Attorno alla mancata partecipazione della città al processo di formulazione delle condizioni per la creazione del parco fluviale – sostenuta, va detto, anche da Regione Lombardia – si è sviluppata una narrativa di genere nella quale Seveso rimane isolata rispetto a tutto il resto del territorio circostante al corso del fiume, dalla parte alta della Brianza, sino ad arrivare alle porte di Milano.
Per la prima cittadina è tutta una questione più o meno politica. «Come ho già detto, probabilmente qualcuno ha bisogno di spazio per mettere una poltrona bella comoda. Con la creazione del parco fluviale ci saranno anche un consiglio di amministrazione e un presidente, questo è abbastanza chiaro, e noi non ci prestiamo a questi giochetti sulla pelle del patrimonio della nostra città. La capacità di strumentalizzazione degli ambientalisti di sinistra è folle. Basti pensare a quello che scrivono su Pedemontana. Mi fanno venire l’orticaria. Sono estremisti che trovano la negatività ovunque. Mai una proposta, solo negazione. Sono arrivati persino a disturbare il presidente della Repubblica per una questione prettamente locale».
La sindaca Borroni sul Parco fluviale: “Vogliono il nostro Bosco delle querce, perché?”
La sindaca rilancia la propria proposta: «Abbiamo messo a disposizione tutte le aree verdi lungo il corso del Seveso, quelle che riteniamo più idonee. Ci è stato risposto che vogliono il Bosco delle Querce. Perché? Un’idea me la sono fatta, ma me la tengo per me. In ogni caso, finché sarò sindaca questo non succederà mai. Ne ho parlato anche in provincia, se lo scopo è prendere il Bosco delle Querce, la città non ci entrerà mai».