Monza e Brianza: la fusione Brianzacque-Bea all’ultimo miglio

Aperta la consultazione pubblica di Brianzacque e Bea, osservazioni entro il 28 maggio. Ecco le quote azionarie di Comuni e Provincia.
Brianzacque e Bea verso la fusione
Brianzacque e Bea verso la fusione

C’è tempo fino al 28 maggio per presentare osservazioni al progetto di aggregazione tra Brianzacque e Bea, due colossi dei servizi pubblici a Monza e Brianza. Due società partecipate dai Comuni e dalla Provincia, la prima gestore unico del servizio idrico integrato, di base a Monza, la seconda attiva nel trattamento dei rifiuti e nella produzione di energia, da Desio. Il progetto arriva ora alla fase di consultazione pubblica, uno degli ultimi e definitivi gradini per portare a termine il progetto. Le osservazioni vanno presentate tramite pec alla mail  monza@pec.comune.monza.it o direttamente alla segreteria generale del Comune di Monza negli orari di apertura al pubblico. La documentazione è sul sito del Comune stesso.

Monza e Brianza: la fusione Brianzacque-Bea in pillole

“Per effetto dei risultati generati, interamente ritenuti nella combined entity” si legge nel documento illustrativo del piano industriale, è previsto il “complessivo rafforzamento patrimoniale nel periodo di pianificazione, con il patrimonio netto che passa da 279 milioni di euro nel 2025 a 730 milioni nel 2041“. Tra le prospettive dell’aggregazione ci sono tra l’altro l’adempimento “della richiesta dei soci di Bea di trasformare, al termine del contratto che vede il coinvolgimento di un soggetto privato in Bea Gestioni, il gruppo Bea in un soggetto in-house consentendo di preservare le marginalità tipiche del settore”, e lo “sviluppo dell’impianto di Desio collegato alla possibilità di avere a disposizione una quantità garantita di rifiuti per alimentare il termovalorizzatore nel lungo periodo“.

Monza e Brianza: la fusione Brianzacque-Bea e la raccolta rifiuti

L’aggregazione tra Bea e Brianzacque, “anche tramite lo sviluppo del servizio di raccolta (dei rifiuti, ndr), potrà garantire le quantità di rifiuti necessarie per adeguata produzione di calore” e inoltre “permetterebbe di mettere a fattore comune i progetti di sviluppo della produzione di energia da fotovoltaico, allargando il territorio che potrebbe essere interessato da questa iniziativa, e facendolo corrispondere a quello dell’intera Provincia di Monza e Brianza e non solamente un gruppo limitato di Comuni”.

Monza e Brianza: la fusione Brianzacque-Bea e le quote azionarie

L’operazione di fusione si svolgerebbe in due atti: nel primo viene creata “una società holding che detenga integralmente le partecipazioni di due società operative, una nel settore servizio idrico integrato e l’altra nel settore del recupero di materia ed energia dai rifiuti”, nel secondo ” a mezzo di fusione” la fondazione di “un unico soggetto operativo” in cui le società partecipano “con pari dignità e rilevanza”. La documentazione contiene anche la tabella dei concambi azionari, cioè quante azioni avranno Provincia e Comuni nel futuro soggetto unico (tenendo presente che non tutti gli enti sono oggi presenti in entrambe le società). Un esempio: Monza ha oggi circa il 18% di Brianzacque e nessuna partecipazione in Bea, nella nuova società avrebbe il 12,4%. Il principale azionista, la Provincia, oggi ha il 13,7% di Brianzacque e il 20% di Bea: nella futura società avrebbe il 15,7%.

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