Due uomini, una ragazza e il portafoglio in fuga. Una vicenda scabrosa, che molto ha fatto parlare, a Seregno, ha conosciuto il suo primo grado di giudizio. Il tribunale di Monza ha inflitto la pena detentiva di 3 anni a testa a una donna e un uomo trentenni, legati in passato da una relazione sentimentale, e ad un loro amico di 50 anni, tutti seregnesi, considerati colpevoli di aver malmenato e derubato in città un ventenne, che si era presentato all’appuntamento dei sogni, con quella che pensava essere una ragazza con cui trascorrere un momento in compagnia, dopo averla conosciuta sul web, tramite un portale per incontri, e invece era caduto in un tranello crudele. Le condanne hanno recepito solo in parte le richieste avanzate dalla procura della Repubblica monzese, che invece aveva sollecitato reclusioni per periodi di tempo compresi tra i 5 ed i 6 anni.
Seregno: l’episodio accaduto nel 2023, ventenne picchiato e rapinato
Nel dibattimento, il ventenne, che ha scelto di non costituirsi parte civile, pur avendo denunciato i fatti ai carabinieri, era stato ascoltato dai giudici ed aveva fornito loro la sua versione. In particolare, l’interessato aveva spiegato che la donna gli si era presentata su internet con una foto che aveva attirato la sua attenzione, ma che poi era stata rimossa, e che al primo approccio erano seguite alcune chat, che avevano introdotto l’appuntamento in uno stabile residenziale in città. All’arrivo sul posto, il 6 aprile 2023, in serata, il ragazzo aveva poi citofonato ed era entrato nel cortile, dove però ad attenderlo non aveva trovato la sua aspirante compagna, ma i due uomini, che lo avevano preso di mira e picchiato e gli avevano sottratto il portafogli.
Seregno: i tatuaggi sul corpo di uno degli aggressori l’hanno incastrato
La successiva segnalazione ai militari dell’Arma aveva quindi innescato le indagini, facilitate da un dettaglio che la vittima del pestaggio aveva fornito ai carabinieri, illustrando i vistosi tatuaggi sul corpo di uno dei suoi aggressori. Fondamentale per la ricostruzione del rapporto tra il ventenne e la trentenne conosciuta in chat era stato inoltre il ritrovamento sul cellulare di quest’ultima di parte delle chat che avevano anticipato l’incontro. Alle condanne si è arrivati nonostante i tre imputati abbiano sempre negato ogni responsabilità ed i loro legali ne avessero chiesto l’assoluzione. È probabile, a questo punto, che le sentenze possano essere appellate.
Nel frattempo, i tre stanno affrontando, sempre al tribunale di Monza, un altro procedimento giudiziario, che li vede alla sbarra con le contestazioni di rapina, lesioni personali ed estorsione nei confronti di un malcapitato trentenne, oggi affidato ad un amministratore di sostegno, che avrebbe consegnato loro ingenti somme di soldi per mesi. La dinamica dell’accaduto appare simile alla precedente. La procura ha chiesto una detenzione di 4 anni e 3 mesi per la trentenne e di 3 anni e 6 mesi per i due uomini. I giudici si dovrebbero pronunciare in estate.