Detto e fatto, perché – come si dice – ogni promessa è debito. Così nella serata di Sanremo Top, domenica su Rai 1, la limbiatese Cleo delle Bambole di Pezza ha sfoggiato un Carlo Conti sul braccio. Nel senso che aveva promesso che si sarebbe fatta tatuare il presentatore, e fresco ex direttore artistico, che ha voluto la band al Festival di Sanremo, concluso con un più che buono tredicesimo posto: il numero 13 e il 76, l’edizione della manifestazione, accompagnano il ritratto.
«Per il meme? Sì, ma neanche troppo – racconta Martina Cleo Ungarelli sui social – Tutti i tatuaggi che ho, quando li guardo, mi mettono di buon umore e questo è uno di quelli».

Bambole di Pezza, Cleo si tatua Carlo Conti: «Avevo rinunciato a un piano B, il piano A era la band»
Per poi aprirsi a una confessione: «Chi mi conosce da vicino sa quanto sono stati difficili questi anni per me: ho rinunciato all’idea di avere un piano B e questo mi ha creato non pochi problemi e pensieri. Ho messo da parte l’idea di andare all’università, iniziando a lavorare come babysitter perché era l’unico lavoro che mi permettesse di concentrarmi al 100% sul mio percorso musicale con solo un diploma in liceo artistico. Non guadagnavo molto, giusto quel poco che serviva per poter fare la spesa e uscire di casa. A proposito di spesa, c’è stato un periodo in cui la mia famiglia ha affrontato una crisi economica e i miei soldi non bastavano più. Il sostentamento primario era ufficialmente diventato una mia grande preoccupazione, arrivando a mangiare il sugo col cucchiaio perché mancava la pasta. Avevo paura per il mio futuro, perché se non fosse andato bene il mio piano A, non avevo nessun curriculum e nessun gruzzolo da parte per poter costruire qualcosa di mio. Mi sono ritrovata a quasi 30 anni in una situazione che di solito vivono gli adolescenti».
L’obiettivo era la musica: «Il piano A era la band, quindi capirete le mie paure. L’impegno di tutte era immenso, ci serviva solo l’occasione giusta per provare a fare il salto. Carlo Conti ha letteralmente cambiato la mia vita, mi ha dato quell’opportunità che ha avverato i miei sogni per cui ho lavorato e sofferto da quando ero piccola. So che il successo non è eterno, a volte ti sfugge dalle mani, però per ora voglio vivere il momento. Non ho più paura per il mio futuro, di rimanere senza niente, senza soldi, senza casa, magari dipendente da un uomo, per poi maledire le mie scelte di vita. Ora so di aver fatto la scelta giusta e nulla mi rende più orgogliosa del mio percorso, perché alla fine avevo ragione io: ne è valsa la pena. Non ero una fannullona, tutt’altro: ero una donna che lavorava il triplo rispetto a una persona normale senza avere nemmeno la tranquillità economica, mentre i risultati sembravano sempre più lontani da me. Ora quei risultati li ho stampati sul braccio».
Bambole di Pezza, il 15 aprile parte il tour
Prossima fermata il Fabrique di Milano dove il 15 aprile parte il tour delle Bambole di Pezza. Poi Bagno a Ripoli (21 aprile), Padova (23), Teatro Concordia a Venaria Reale (28), Estragon a Bologna (6 maggio), Atlantico a Roma (7 maggio), Casa della Musica a Napoli (9 maggio).