La Brianza che fa sport e si impegna per gli altri si prende un’altra soddisfazione. Merito di Micaela Racchini, chiamata a fare da tedofora ai Giochi Paraolimpici Milano Cortina 2026, in calendario dal 6 al 15 marzo. La scelta non è stata casuale. Anzi. Micaela, 53enne lissonese, è responsabile per lo sci alpino della polisportiva Sole di Lissone e tecnico nazionale Special Olympics. Porterà la fiaccola paraolimpica mercoledì 25 febbraio per una frazione del percorso milanese.
«Naturalmente – spiega – è un riconoscimento che mi fa gratifica». Anche perché Micaela deve trovare lo spazio per la sua attività di allenatrice conciliando gli impegni famigliari e quelli professionali: è insegnante di sostegno in una scuola primaria.
Paralimpiadi: Micaela Racchini porta il Sole sui tedofori, atleti lissonesi anche agli Special Olympics
Agli sciatori della Polisportiva Sole, 36 con un’età compresa tra i 5 e i 40 anni, viene ovviamente insegnato a sciare e, soprattutto, a stare insieme. «Qui – precisa Micaela – si fa sport con fini educativi».
Sul fronte agonistico, comunque, i risultati non sono mancati. La conferma arriva da quanto ottenuto da atleti come Davide Virdis, Irene Piffarerio, Matteo Mariani, Alice Pozzoni e Alessandro Riboldi. Dal 2 al 6 marzo, non per niente, una squadra dell’associazione brianzola prenderà parte ai campionati italiani Special Olympics, a Ovindoli in Abruzzo.
Paralimpiadi: Micaela Racchini porta il Sole, l’attività della Polisportiva di Lissone
Qui, del resto, lo sport è praticato in maniera seria. Per 10 sabati il gruppo fa rotta verso l’Aprica, per allenarsi e perfezionare la tecnica. I tesserati della Polisportiva affrontano anche gare organizzate dagli Sci Club della Brianza. Una quindicina di volontari si alterna nel ruolo di tecnico e accompagnatore. Tra questi c’è anche Mario Calloni, classe 1949, già giocatore dell’Hockey Monza, grande patito di sci, colonna della Giovani Escursionisti Monzesi. Micaela da 15 anni collabora con la Polisportiva Sole.
«Purtroppo – aggiunge – manca una rete effettiva per le persone disabili. A Lissone arrivano persone anche dalle province di Milano, Lecco e Bergamo. Noi vogliamo che ragazzi e ragazze, anche i più piccoli, vengano senza i genitori. Devono imparare a stare nel gruppo. Io mi diverto un mondo e non faccio fatica».