È dedicata a Ezio Angelo Mauri, nato in città nel 1915, la terza pietra d’inciampo posata a Seveso. La cerimonia nella mattina del 27 gennaio, Giorno della Memoria, in corso Marconi alla presenza dei familiari e del nipote Bruno Silva che ha letto un estratto della lettera in cui si comunicava alla famiglia la sua morte nel 1944.

Giorno della Memoria 2026: Seveso, la cerimonia con gli studenti
La pietra “è un segno, un nome, una storia che torna a parlare” ha detto il sindaco Alessia Borroni accompagnata dal vicesindaco Weruska Iannotta, dagli assessori Michele Zuliani e Michele Amato, dal presidente del consiglio comunale Roberto Donghi, dal comandante della Polizia locale Roberto Curati e dai rappresentanti delle forze dell’ordine. Prima della cerimonia il sindaco ha incontrato gli studenti – un centinaio compresi i più piccoli della scuola dell’infanzia – nell’auditorium “Paolo Cappelletti” della ex FLA.

Giorno della Memoria 2026: Seveso, chi era Ezio Angelo Mauri
“Baci infiniti”: si chiudevano così le poche lettere che Ezio Angelo Mauri era riuscito a fare avere alla famiglia fino al 26 gennaio 1944. Deportato in Germania dopo l’8 settembre 1943, morirà il 7 maggio del 1944 a seguito di un bombardamento aereo. Riposa nel Cimitero Militare Italiano di Berlino/Zehlendorf e nel gennaio del 2021 il Comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha deciso di conferire alla sua memoria la Medaglia d’Onore dedicata ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti.

Giorno della Memoria 2026: Seveso, “non essere indifferenti”
“Oggi ci ritroviamo insieme per la Giornata della Memoria, un momento che non serve soltanto a ricordare ciò che è accaduto nel passato, ma anche a porci domande importanti sul presente e sul futuro che vogliamo costruire – ha detto il sindaco nel suo discorso – Nel film Schindler’s List c’è una frase che colpisce profondamente: ‘Chi salva una vita salva il mondo intero’. È una frase semplice, ma dal significato immenso. Ci ricorda che ogni persona conta, che ogni gesto, anche piccolo, può fare la differenza, persino nei momenti più bui della storia, quando l’odio e l’indifferenza sembrano dominare. Oggi ricordiamo la Shoah, una delle pagine più tragiche dell’umanità. Ma la Memoria non è soltanto uno sguardo rivolto indietro: è anche un modo per osservare ciò che succede intorno a noi, adesso. Ancora oggi nel mondo ci sono guerre, persecuzioni, persone costrette a lasciare la propria casa, bambini e giovani ai quali vengono negati i loro diritti fondamentali. La storia ci insegna che l’odio spesso nasce dal silenzio, dall’abitudine a voltarsi dall’altra parte. Per questo ricordare diventa un atto di responsabilità“.
A proposito delle pietre posate ha ricorda che fanno “inciampare, non con i piedi ma con il cuore e con la coscienza. Ci costringono a fermarci, a leggere un nome, a immaginare una vita spezzata. E ci ricordano che dietro i grandi eventi storici ci sono sempre persone reali: uomini, donne, spesso giovani, a volte poco più grandi di voi. Ogni giorno potete scegliere da che parte stare: dalla parte del rispetto, dell’inclusione, della solidarietà. Non servono gesti eroici: basta non essere indifferenti“.