Monza: debutta “Libri in scena”, la rassegna letteraria di Libraccio

Incontri gratuiti con gli autori al Manzoni e al teatro di Corte della Reggia, debutto il 15 gennaio con Donato Carrisi.
Donato Carrisi
Donato Carrisi sito ufficiale

Libraccio ha un legame profondo con Monza: la seconda libreria della storica catena italiana ha aperto i battenti proprio in città nel 1982, dopo l’esordio a Milano. E poi monzese è uno dei soci fondatori, Edoardo Scioscia, oggi amministratore delegato. A Monza Libraccio oggi vuole restituire una parte del suo successo e lo fa con una rassegna letteraria che, da metà gennaio, porterà autori e scrittori sui palchi di due teatri cittadini, il Manzoni e quello di Corte della Villa reale.

“Libri in scena” a Monza: tutti i protagonisti

Saranno allora tre mesi di “Libri in scena”, il titolo scelto da Libraccio che realizza il progetto con il patrocinio del Comune di Monza e la collaborazione del Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMs), del Consorzio Villa reale e Parco di Monza, Teatro Manzoni e Scuola Borsa: due appuntamenti al mese pensati con “l’obiettivo di valorizzare i luoghi di spettacolo e cultura della città – scrive l’organizzatore nell’annuncio – sviluppando aggregazione intorno alla parola e alla letteratura e coinvolgendo autori tra i più in voga e alcune tra le case editrici più influenti del panorama italiano”.

L’esordio al Manzoni giovedì 15 gennaio, alle 20.30, con Donato Carrisi, scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e regista italiano (vincitore del Premio Bancarella nel 2009 e del David di Donatello nel 2018) per parlare del suo ultimo romanzo, “La bugia dell’orchidea” (Longanesi). Il 29, al teatro di Corte della Reggia, Alice Basso in dialogo con Marta Perego in “Le ottanta domande di Atena Ferrarsi”, che richiama il romanzo “Le ventisette sveglie di Atena Ferraris” pubblicato nel 2025 da Garzanti. Si torna al Manzoni l’11 febbraio con il teologo Vito Mancuso e il suo “Gesù e Cristo” (Garzanti), mentre il 5 marzo si gioca in casa con l’artista Nicola Magrin, ospite del teatro di Corte insieme a Stefania Soma per parlare di “Dall’erba dei campi alle stelle del cielo” (Salani). A chiudere, sempre a marzo, prima Nicola Gardini il 10 al Manzoni per “Il più bel romanzo del mondo” (Garzanti), che lo scrittore e latinista ha dedicato all’Odissea, e quindi il 26 al teatro di Corte con Elena Varvello, affiancata da Irene Soave, per parlare di “La vita sempre” (Guanda). Tutti gli incontri sono alle 20.30 e a ingresso libero fino a esaurimento posti, è necessario iscriversi online sul sito di Libraccio.

“Libri in scena”, Monza e il legame con Libraccio

«Monza è una città che ci ha sempre riservato una calorosa accoglienza, sin dai primi passi della libreria di piazza Indipendenza, seguita poi negli anni anche dal punto vendita di via Vittorio Emanuele – ha spiegato Scioscia Una città per noi preziosa perché ci tiene ancorati al ricordo degli inizi, a quanto l’entusiasmo dimostrato dai suoi cittadini nel tempo ci ha dato slancio e fiducia nei passi che sarebbero arrivati solo successivamente. Un rapporto, quello con Monza, sempre rinsaldato da eventi e occasioni d’incontro, in cui le librerie, i nostri librai e soprattutto i lettori alimentano una passione e una viva curiosità per la cultura, la lettura e la convivialità che questa città ci ha sempre dimostrato di custodire con cura».

D’altra parte, scrive Libraccio, “l’idea di proporre questa iniziativa proprio a Monza nasce anche dalla volontà di omaggiare un luogo con il quale Libraccio ha da tempo stretto un legame speciale. Sono passati quasi 40 anni, infatti, dall’apertura di uno dei primi punti vendita del marchio, proprio nel centro della città, che oggi conta 68 librerie in tutto il Paese. Era il 1982 e la neonata catena alzava la serranda della libreria di piazza Indipendenza, tuttora aperta e ormai vero e proprio punto di riferimento per i lettori della Brianza”.

L'autore

Libri, arte, gatti e sì, tanta (spesso troppa) cucina. Non solo quella redazionale. Tutto il resto è cronaca. Giornalista professionista, redattore, alla soglia dei trent’anni di Cittadino, ma solo perché ho iniziato giovanissimo. Con più di 125 anni di storia di Monza e Brianza da tramandare.