#Morosininpista, Gp di Germania rocambolesco sotto la pioggia: vince Verstappen, Vettel secondo (da ultimo), Hamilton ultimo (da primo)
F1: Max Verstappen (Foto by Fabrizio Radaelli)

#Morosininpista, Gp di Germania rocambolesco sotto la pioggia: vince Verstappen, Vettel secondo (da ultimo), Hamilton ultimo (da primo)

Il rocambolesco Gp di Germania nell’analisi del giornalista Nestore Morosini. Max Verstappen ha vinto la gara più difficile e indecifrabile del mondo, Vettel secondo con una strategia che riscatta la Ferrari dal doppio ko in qualifica. Disastro Hamilton e Mercedes.

Ha avuto ragione Mario Isola, responsabile del Pirelli Motorsport, che dopo la qualifica aveva detto: se pioverà con le nuove mescole in pista sarà una roulette. Così è stato e chi ha sbagliato di meno, e aiutato magari da un po’ di fortuna, alla fine è stato premiato. Max Verstappen ha vinto la gara più difficile e indecifrabile del mondo, le squadre si sono date battaglia anche sotto il profilo delle tattiche, i cambi gomme ripetuti e le numerose safety car sono stati il “liquore” principali di un cocktail che ha tenuto il fiato sospeso per tutta la corsa.

Una corsa in cui la grande sconfitta è stata la Mercedes, ultima con Bottas a muro negli ultimi giri, quando era idealmente sul podio, e Lewis Hamilton undicesimo ma realmente ultimo delle macchine che contano perchè aver superato le due Williams non è certo merito grande. Nel 125esimo anniversario dal debutto nel motosport e 200 gran premi di formula 1, la Mercedes ha collezionato sulla pista di casa una serie di errori di squadra al box e di piloti in pista che hanno costretto Toto Wolff a battere violentemente i pugni sul tavolo quando Bottas è finito a muro.

Una sconfitta inaspettata, di sicuro, perché dopo la partenza con gomme intermedie per la pioggia, Hamilton sembrava non risentire della febbre che ne aveva messo in discussione la partecipazione al GP di Germania alla vigilia delle prove libere.

Poi, il gran premio si è trasformato in roulette, cambi gomme a ripetizione, cambi di posizione dei piloti a ripetizione, Charles Leclerc in testa e poi contro le protezioni (“Io ho fatto uno sbaglio ma in quel punto l’asfalto era ghiaccio, andavo a 60 all’ora”, ha detto), poi è uscito di pista Hamilton che è rientrato al box per il cambio gomme prendendo in modo sbagliato la via di fuga: penalizzazione di 5”.

Tutto ciò mentre Sebastian Vettel, finalmente aiutato dalla strategia e dal proprio valore sotto la pioggia (al volante della Toro Rosso vinse, sotto l’acqua nel 2008 a Monza, il GP d’Italia) stava rimontando le posizioni. Meglio di lui solo Max Verstappen, scatenato nella rincorsa alla posizione di testa: un solo errorino, che l’abilità nella correzione non ha portato al disastro. Con un 360°, Max è rientrato sull’asfalto e ha cominciato la scalata verso la vittoria aiutato anche da due safety car che gli hanno tenuto alle spalle tutta la fila: primi dietro a lui Kvjat e Stroll, e questo dimostra quanto la gara sia stata pazza e indecisa.

Nel finale , a tre giri dalla bandiera a scacchi, il capolavoro di Vettel dopo l’ultima safety car: ha superato di forza Stroll e Kvjat (secondo podio in carriera per la Toro Rosso, dopo la vittoria di Vettel a Monza) agguantando il secondo posto. Forse una gara così Sebastian non l’aveva mai fatta.

Nessun errore da parte della Red Bull, premiata dal risultato più prestigioso: scelte tattiche immediate e ineccepibili e un pilota, Max Verstappen, guerriero sotto l’acqua. La Ferrari dal canto suo, con una prestazione di box ineccepibile ha riscattato, sia pure in parte, il doppio ko della qualifica.

Fra una settimana la Rossa è attesa a Budapest nel GP d’Ungheria, che la Ferrari ha vinto sette volte, su una pista tortuose e senza punti di sorpasso dove la pole position spesso coincide con la vittoria. Le macchine, i piloti e gli uomini di Maranello all’Hungaroring non possono fallire: anche se il mondiale piloti ormai è solo chimera, la classifica costruttori può ancora dare soddisfazioni.


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