Ronco Briantino, la Stema Group fallisce: 57 dipendenti a rischio
La sede della Stema Group a Ronco Briantino

Ronco Briantino, la Stema Group fallisce: 57 dipendenti a rischio

Rimane un’incognita il futuro dei 57 dipendenti della Stema Group di Ronco Briantino. La nota azienda produttrice di meccanismi per poltrone e divani letto ha dichiarato il fallimento: posti i sigilli.

Rimane un’incognita il futuro dei 57 dipendenti della Stema Group di Ronco Briantino. La nota azienda produttrice di meccanismi per poltrone e divani letto ha dichiarato il fallimento e nella giornata di martedì il curatore fallimentare nominato dal Tribunale di Monza ha posto i sigilli all’impianto produttivo di via Mattei, ritirando le chiavi dell’accesso della struttura e facendo uscire tutti i dipendenti ancora al lavoro.

La situazione della società ronchese è infatti molto particolare. Nonostante l’ingente quantità di debiti che ha portato l’azienda al fallimento, il lavoro c’è e la ditta avrebbe comunque delle commesse lavorative per coprire tutto l’anno 2020. Nonostante la situazione il curatore fallimentare, per evitare di generare ulteriori debiti, ha comunque deciso di porre i sigilli. Da qui nascono quindi due strade parallele d’intervento, come spiegato anche dal rappresentante della Cisl Monza e Brianza, Gabriele Fiore: «Le strade da percorrere in parallelo al momento sono due. La prima è quella dell’attivazione della cassaintegrazione. Al momento siamo in attesa che venga nominato il consulente del lavoro che dovrà gestire l’incarico e poi si potrà inoltrare la richiesta al Ministero del lavoro per l’attivazione dell’ammortizzatore sociale. La nostra speranza è che questo venga fatto nelle prossime settimane, di modo da attivare la cassa entro un mese prima dell’inizio delle ferie».

La seconda strada è invece legata alle commesse e al lavoro che la ditta avrebbe per coprire l’attività fino al 2020. La presenza di commesse potrebbe infatti essere appetibile per altre società che si prendano l’onere di inserirsi e proseguire con l’attività.

«Al momento rimaniamo con le antenne alzate in maniera da captare qualsiasi tipo di segnale che arriva in questa direzione – prosegue Fiore – Qualcuno interessato sembrerebbe esserci, ma al momento sono solo voci. Dunque la speranza è che qualcuno si faccia avanti il più in fretta possibile, di modo da poter migliorare la situazione dei dipendenti».

Lo sforzo dei sindacati, in caso dovessero arrivare offerte per il proseguimento dell’attività lavorativa, sarà infatti quello di richiedere il totale assorbimento dei dipendenti dell’azienda ronchese. «Ci piacerebbe parlare concretamente di questa possibilità – conclude Fiore –. Rimaniamo in attesa e procediamo con cautela, per la tutela dei 57 dipendenti».


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