Piccoli bulli armati a BuragoGenitori terrorizzati e minacciati

Le versione sono discordanti, ma convergono tutte in un'unica direzione: a Burago c'è una banda di baby bulli che, armata di coltello, ha preso di mira alcuni genitori. Genitori che hanno chiesto un incontro urgente al comando di polizia locale.
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Burago Molgora – Nei giorni scorsi sui cellulari dei genitori di Burago Molgora è girato un sms, attraverso il quale si invitava ad andare in massa, questa mattina, dalla polizia locale e dal sindaco. Obiettivo? Denunciare le presunte aggressioni subite da un minorenne residente in paese e perpetrate ai suoi danni da due ragazzini nordafricani. Alla vigilia del blitz in comune, Tina Martino, presidente del Comitato genitori di Burago, così si è espressa: «Ci sono diverse versioni dell’aggressione – ha detto -. Una di queste vuole che i due ragazzini nordafricani abbiano minacciato fuori dalle scuole medie un loro coetaneo con un coltello».

Secondo un’altra versione, circolata anch’essa sui telefonini buraghesi «pare però che i due aggressori si siano rivolti a male parole contro un ragazzino di Burago. Il padre di quest’ultimo è poi intervenuto per difenderlo e gli aggressori lo hanno malmenato l’uomo». L’incontro estemporaneo con la polizia locale e con il sindaco Giorgio Stringhini ha quindi l’obiettivo di fare chiarezza sulla vicenda: «Secondo altre fonti – ha aggiunto la Martino – i ragazzi del nord Africa che si sarebbero macchiati di uno di questi gesti, vivono all’interno di baracche, ai margini dell’abitato».

Se ciò fosse vero, sarebbe una circostanza grave e pericolosa. Ma la Martino vuole anche gettare acqua sul fuoco, onde evitare che si scateni una cieca e inutile caccia all’uomo: «L’incontro in programma per sabato mattina – ha spiegato – deve servire anche a noi genitori per mettere sul tavolo tutto ciò che sappiamo e circostanziare correttamente l’accaduto». Pare infatti che le presunte vittime di uno di questi atti, non abbiano ancora sporto denuncia. Vero è, però, che in paese è scoppiata la psicosi: «So di ragazzi che non vogliono uscire di casa per paura di incontrare questi due coetanei – ha specificato la Martino – alcuni non si recano più al centro sportivo proprio per questo».

A confermare l’appuntamento in Comune per questa mattina è un altro genitore che ha i figli alle scuole medie: «Sì, ho ricevuto il messaggio e penso che andrò in municipio per saperne di più e capire cosa sta succedendo in paese». Sempre alla vigilia della riunione, l’assessore alla pubblica Istruzione, Marino Besana, così si è espresso sulla vicenda: «Non so nulla dell’aggressione – ha detto – e non sanno nulla neanche gli uffici comunali che seguono le vicende della scuola. In ogni caso è bene approfondire quanto denunciano i genitori».
Lorenzo Merignati