Un artista lettone rischia la galera per frode finanziaria tramite NFT

Ilya Borisov, un artista e creatore lettone, è in attesa delle accuse federali di aver usato oggetti da collezione virtuali per frodare 8,7 milioni di euro, secondo i ricercatori. Borisov ha respinto l’accusa ed è deciso a chiedere giustizia in tribunale.

Borisov ha creato un sito web chiamato “Art Crime”, che descrive nei dettagli come lo Stato lettone abbia bloccato i suoi account senza dargli alcuna comunicazione ufficiale.

L’artista è stato accusato di un reato a febbraio, ma ne è venuto a conoscenza solo a maggio.

Secondo il sito web, il lettone ha guadagnato la somma in questione vendendo 3.557 NFT. Borisov, secondo la fonte di cripto-media Bits.media, ha affermato di non aver tentato di evadere le tasse e di aver persino richiesto un’elaborazione all’autorità fiscale. Ha pagato circa 2,2 milioni di euro di imposte sul reddito nel 2021.

Borisov, invece, è ora sotto processo per frode finanziaria su larga scala e rischia fino a 12 anni di carcere. Egli sostiene che le accuse hanno avuto un profondo impatto morale su di lui. L’artista, di origine russa, teme inoltre che l’incursione dell’esercito di Mosca in Ucraina possa influire sul giudizio giudiziario nel suo scenario.

Ilya Borisov ha sottolineato che le tecnologie blockchain offrono numerose possibilità ad artisti come lui e ha accusato i politici di limitare queste possibilità.

Le autorità di tutto l’universo hanno cercato di regolamentare gli NFT insieme alle criptovalute. L’ultima bozza della proposta dell’Unione Europea sui mercati degli asset crittografici (MiCA) esclude gli NFT, ma le autorità europee devono decidere se necessitano di leggi individuali entro 18 mesi.

Una proposta sugli NFT è stata introdotta nella Camera bassa della Russia a maggio. In Cina, gli NFT sono diventati sempre più importanti, ma le restrizioni sugli scambi secondari hanno convinto colossi tecnologici come Tencent a uscire dal mercato.