L’editoriale del direttore: stangata su tutto (pure sui libri di testo). Ma lorsignori avranno altre priorità…

Gli aumenti non risparmiano neppure un settore che, in questo periodo dell’anno, vede tradizionalmente il suo momento di gloria: quello dei volumi e della cancelleria a uso scolastico.
Cristiano Puglisi
Cristiano Puglisi

Russia e Arabia Saudita hanno deciso di prolungare il taglio della produzione di greggio fino a dicembre. Il risultato (figlio anche del conflittuale contesto geopolitico) lo vediamo ogni giorno alle pompe di benzina, dove i prezzi stanno letteralmente schizzando alle stelle, avvicinandosi ai record fatti segnare durante la “fiammata” del 2022.

A rimetterci, come è ormai prassi consolidata in quest’epoca di stagflazione (termine che indica la micidiale compresenza di stagnazione e inflazione), i soliti noti: famiglie e lavoratori. Ecco che, allora, l’autunno dei brianzoli è già caldissimo. Gli anticicloni africani, però, stavolta non c’entrano. A salire, infatti, non sono i termometri, ma il costo dei principali beni di consumo.

Gli aumenti non risparmiano neppure un settore che, in questo periodo dell’anno, vede tradizionalmente il suo momento di gloria: quello dei libri e della cancelleria a uso scolastico. Con una conseguenza banalissima: più un nucleo famigliare è numeroso, maggiore è la stangata. Poi qualcuno ha il coraggio di chiedersi perché non si facciano figli…

Già, ma il Governo, in questo scenario, che fa? L’impressione è che il meccanismo, su questo fronte (bonus a parte), sia piuttosto inceppato. Chissà, forse avranno, lorsignori, altre priorità. Dopotutto chi siamo, noi comuni mortali, per mettere in dubbio il loro operato?