L’editoriale del direttore Marco Pirola: «La Gallia brianzola e l’arte di rimettere in ordine…»

L'editoriale del direttore del Cittadino, Marco Pirola, sull'edizione di giovedì 29 ottobre 2026.
Stampa giornali editoriale - foto Freepik
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Il passaggio di Fabrizio Sala oggi nel corridoio del gruppo Misto e domani, molto prossimo, in Fratelli d’Italia, non è una fuga da qualcuno o qualcosa. In politica, del resto, anche fermarsi richiede movimento. E qualche volta il modo migliore per capire dove andare è uscire dalla stanza, soprattutto quando dentro l’aria è viziata anche se tutti dentro sostengono di avere le finestre aperte sul mondo.

La Brianza politica, di centrodestra, vista da fuori, ricorda sotto molti aspetti, la Gallia dei tempi di Giulio Cesare: Tota divisa est. Fratelli d’Italia non fa eccezione. Le correnti sono numerose, le ambizioni pure, l’unità viene proclamata soprattutto quando serve a coprire una divisione. In questo quadro, l’arrivo di Sala nel partito di Giorgia Meloni, servirà a qualcosa di più che aggiungere l’ennesimo nome alla lista dei pretendenti. Aiutare la vecchia guardia, quella dei fondatori del partito, a rimettere in fila le truppe e a ricucire una Brianza che, politicamente, si è presa qualche libertà geografica.

La sua presenza rafforza la componente storica che fa riferimento a Carlo Fidanza e ridisegnerebbe gli equilibri interni. L’area di Mario Mantovani e Massimo Ponzoni fin qui non è riuscita a convincere del tutto i vertici, diventerà meno centrale. Non è una vendetta, naturalmente. In politica si preferisce chiamarlo “riequilibrio”. La differenza è sottile, ma decisiva. La vendetta si racconta al bar; il riequilibrio si scrive nei comunicati. Ma non è tutto. Intorno, c’è anche chi nel palazzo regionale, volgarmente chiamato Pirellone, ai piani che contano, tiene un piede in due scarpe ed ha fiutato da tempo la “malaparata” dell’ingresso di Sala temendolo come rivale.

Federico Romani è in attesa di capire se per Roma l’anno prossimo ci sarà una candidatura in posizione utile da parte di Fdi. Una postura scomoda, ma comprensibile. Con un piede a Milano e l’altro al Parlamento si coprono più territori, anche se per attraversare la Brianza serve un’automobile. E se le garanzie elettorali in Fdi non arrivassero, c’è sempre la scialuppa del generalissimo Vannacci approntata in tempi record grazie a papà Paolo, indimenticata figura politica degli anni duemila a Monza e in Brianza e non solo. In questa cartina mobile, Sala può essere l’uomo utile.

Cesare riunì la Gallia con le legioni. Certo di nome non fa Giulio, ma solo Fabrizio, ma il suo contributo sarà determinante perché è destinato a portarsi dietro altri pezzi da Novanta del panorama politico nostrano attualmente “parcheggiati” in Forza Italia. Un tentativo di razionalizzazione vista la situazione tragica degli alleati a cominciare dalla Lega già Nord, poi Salvini e domani non si sa. Qui, in Fdi, il requilibrio si punta a farlo con congressi, telefonate e una sistemazione decorosa delle correnti. Se riusciranno, sarà una vittoria della diplomazia a cui anche Sala avrà contribuito. Se non riuscirà, almeno avrà dimostrato che anche in Brianza si può tenere il piede in più scarpe. Basta avere un buon calzolaio come Romani…

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.