L’editoriale del direttore Marco Pirola sull’edizione della Brianza Sud: «Dolore prenotato… quando il lutto rimane in attesa…»

L'editoriale del direttore responsabile del Cittadino, Marco Pirola, sull'edizione della Brianza Sud di sabato 18 aprile 2026
Stampa giornali editoriale - foto Freepik
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Ci sono notizie che sembrano uscite da un manuale di burocrazia creativa e invece sono terribilmente vere. A Macherio sono finiti gli ossari. Fine. Sipario. Posti esauriti, come per un concerto, ma senza bis e soprattutto senza applausi. Solo silenzio, e una frase che pesa più di tutto: «Non posso piangere mia nipote». È difficile perfino scriverla senza inciampare in qualche singhiozzo. Perché dentro c’è tutto. Il dolore privato che diventa pubblico. L’assurdo che supera la fantasia e quella sensazione tutta italiana per cui, alla fine, anche l’ultimo saluto deve fare i conti con una lista d’attesa. Non è una polemica, o forse sì, ma è di quelle che non hanno bisogno di alzare la voce. Basta immaginare una famiglia che chiede un posto per custodire un ricordo e si sente rispondere che non c’è spazio. Come se la memoria fosse una pratica edilizia e il lutto un modulo da compilare in triplice copia. E allora viene quasi da sorridere, ma è un sorriso storto, di quelli che arrivano quando la realtà supera la satira. Perché mentre discutiamo di grandi opere, di futuro, di sviluppo, poi ci scopriamo impreparati davanti alla cosa più inevitabile di tutte: la fine. E a quello che viene dopo, per coloro che resta. A Macherio non mancano solo gli ossari. Manca, per un attimo, anche il senso delle proporzioni. Perché non dovrebbe essere complicato garantire a qualcuno un luogo dove fermarsi, anche solo per piangere in pace o posare dei fiori. E forse è proprio questo che colpisce di più. Non la mancanza di spazio, ma quella di una risposta. Perché quando una comunità non riesce a trovare posto per i propri morti, rischia di perderne un po’ anche per i vivi.

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.