Pulizia scale in condominio: come ripartire le spese secondo la legge

Se esistono degli articoli del codice civile per regolamentare la pulizia scale in condominio , si comprende quanto la questione sia spinosa e poco comprensibile.
Pulizie in Condominio
Pulizie in Condominio Il Cittadino

In giurisprudenza, sono molti i casi in cui si è parlato della ripartizione di tali oneri tra i vari condòmini e questo, negli anni, ha portato all’emanazione di un elenco di norme del codice civile, che regolamentano la questione dal punto di vista legale.
Per evitare dibattiti, la maggior parte dei palazzi abitati da molti inquilini, si rivolge a un’impresa di pulizie, che garantisce puntualità, professionalità e lavori eseguiti a regola d’arte. Un’esigenza, questa, maggiore nelle grandi città, basti pensare ad esempio alla pulizia condomini a Milano
Ma anche in questo caso, liberatisi dell’aspetto meramente pratico, rimane la suddivisione degli oneri economici.
Qui di seguito troverete, nel dettaglio, tutto quello che il codice civile prevede riguardo alla ripartizione dei costi relativi alle pulizie condominiali.

Pulizia scale in condominio: gli articoli del codice civile
Gli articoli specifici presenti nel codice civile e che regolamentano la ripartizione delle spese relative alle pulizie condominiali sono diversi, e, nel dettaglio, sono i seguenti:
● art. 1117 c.c.: in questo articolo viene specificato che ogni tipo di scala, interna, esterna compresa quella che dal piano terra da accesso alla strada, è di proprietà dei condòmini e , per questo motivo, ognuno dovrà contribuire a mantenerne la pulizia e il decoro.
Le eventuali (perché nessuna legge vieta il fai da te) spese andranno ripartite tra tutti gli inquilini nelle modalità stabilite nell’art. 1123 c.c.
Vengono considerati condòmini anche i proprietari di negozi, garage, studi professionali e simili.
● art. 1123 c.c.: questo è l’articolo specifico che spiega che, le spese relative alle pulizie delle scale condominiali, debbano essere ripartite in base a quanto usate da ogni inquilino.
Un esempio pratico: l’inquilino del primo piano pagherà molto meno di chi, invece, vive al quinto piano e utilizza una porzione maggiore di scale.
● art. 1130 c.c.: l’amministratore dovrà sempre attenzionare i condòmini sull’argomento rendendo nota la presenza di una regolamentazione legale in modo da prevenire discussioni e litigi.
● art. 1136 c.c.: nel secondo e terzo comma, si spiega come devono avvenire le votazioni riguardanti le pulizie condominiali.
Si svolgeranno due votazioni: nella prima è necessario che si verifichi un numero di voti pari la metà più uno dei favorevoli; nella seconda, invece, è sufficiente solo il voto di un terzo dei partecipanti.
● art. 1134 c.c.: in ultimo, nell’articolo 1134, si spiega che sia la manutenzione che la pulizia delle scale condominiali andrà suddivisa in due parti: per metà in base al valore dei piani e per l’altra metà in base all’altezza dal suolo.

Ripartire i costi di pulizia delle scale condominiali
La normativa è già abbastanza chiara, resta più complicato effettuare i calcoli in base ai millesimali indicati nel regolamento di condominio.
In parole semplici, il criterio utilizzato è quello secondo cui più porzione di scale viene utilizzata per accedere al proprio appartamento, più aumenta la quota corrispondente.
Nei condomini con pochi piani e che si estendono più in orizzontale, spesso si decide per la suddivisione in parti uguali ma, per il codice civile, l’inquilino del quarto piano sosterrà una quota più alta ma, l’inquilino del piano terra sosterrà le pulizie dell’ingresso e non quelle relative alle scale.