Dalla Monaca di Monza a Cicciolina per arrivare a Paolo Piffer. A Monza tra pudore e coraggio, la politica sa ancora sorprendere. Martedì 10 febbraio si è svolto un incontro pubblico passato quasi inosservato. “Stop tassa etica”, organizzato da “2+Europa Monza e Radicali Italiani” e dedicato alla proposta di legge di iniziativa popolare per l’abolizione della cosiddetta “tassa etica”. Tra i protagonisti dell’evento Paolo Piffer, eclettico consigliere comunale di “Civicamente”.
Tassa etica, l’incontro a Monza: che cos’è
A quest’ultimo si posso imputare tante cose. Ma di una cosa non difetta a differenza di molti “molluschi” che popolano l’acquario della politica nostrana: il coraggio. La tassa etica consiste in un’ addizionale del 25% sui redditi di chi produce, distribuisce, vende o rappresenta materiale pornografico, introducendo una tassazione extra su un’attività pienamente legale.
«Da oltre vent’anni lo Stato utilizza il fisco per imporre una morale», ha dichiarato Debora Striani, promotrice della campagna. «La cosiddetta “tassa etica” è una misura discriminatoria che colpisce una categoria di lavoratori legali sulla base di un pregiudizio incompatibile con uno Stato laico. Se il fisco può essere usato per penalizzare attività lecite in base a valutazioni morali, nessuno è realmente al sicuro».
Tassa etica, l’incontro a Monza: la “onlyfanser” e Paolo Piffer
Cicciolina nel 2002 ha fatto scuola a Monza candidandosi. Lei più modestamente si è presentata. Per ora. Nel corso della serata è infatti intervenuta anche Brisen, onlyfanser e “content creator” su piattaforme digitali, che ha condiviso la propria esperienza professionale, evidenziando le ricadute concrete della norma su chi opera nel settore.
Una delle tante, la più svelta a presentarsi nella “patria” del peccaminoso storico come lo può essere Monza e la sua monaca. Per ultimo ha parlato il primo. Ha concluso l’incontro il consigliere comunale Paolo Piffer: “Sono qui come consigliere, ma soprattutto come utilizzatore finale di materiale pornografico. Comincio con questa precisazione perché nonostante l’Italia, e in particolare la Lombardia, sia il terzo paese in Europa per accesso al porno, c’è ancora molto pudore nell’ammettere la cosa. Credo che quello della sessualità sia ancora un ambito ancora molto sottovalutato. Bisogna stare attenti a non confondere l’uso sano con l’abuso patologico, ma questo vale per tutto: cibo, alcol, social etc. Ho firmato anch’io la proposta di legge. I politici che vogliono dare “lezione di etica” o peggio di morale ai cittadini li ho sempre trovati profondamente inopportuni, un po’ come quello sta succedendo in Consiglio comunale a Monza in questi giorni con il codice etico”. Del resto si sa, a Monza abbiamo gli ottici migliori della Brianza…