Post social contro Israele, il Pd chiede le dimissioni del suo coordinatore di circolo

Un caso nel Partito democratico monzese: la segreteria cittadina chiede le dimissioni del coordinatore del circolo 2 per un post social su Israele.
Partito democratico Monza Brianza
Partito democratico Monza Brianza

Il coordinatore del circolo 2 del Pd monzese dovrebbe «fare un passo indietro nel rispetto della comunità che lo ha eletto alcuni mesi fa». A chiedere le dimissioni di Michele Gamba è il segretario dei democratici monzesi Valerio Imperatori che condanna nettamente gli attacchi a Israele postati su X da Gamba un paio di settimane fa.

Post social contro Israele, i messaggi diffusi da Partito Liberaldemocratico

I messaggi che hanno creato profondo imbarazzo, tra cui quello secondo cui Israele sarebbe «uno Stato illegittimo e terrorista» che dovrebbe essere «annientato», erano passati quasi inosservati a Monza e sono stati diffusi venerdì 11 aprile dal Partito Liberaldemocratico che ha auspicato una presa di distanza ufficiale non solo da parte di Imperatori ma anche della segretaria nazionale Elly Schlein.

Esiste, ha affermato il Pld in un comunicato, un «limite invalicabile tra la legittima critica politica e l’incitamento all’odio o la negazione del diritto all’esistenza di uno Stato sovrano». «Crediamo fermamente che chi ricopre ruoli di rappresentanza politica, a qualsiasi livello – ha commentato il segretario brianzolo Leonardo Canesi debba mantenere un profilo improntato alla moderazione e al rispetto delle istituzioni internazionali. Definire uno Stato illegittimo e invocarne l’annientamento è un linguaggio violento che non può trovare cittadinanza nel dibattito democratico».

Post social contro Israele, la presa di posizione del segretario Pd Imperatori

La presa di posizione di Imperatori non si è fatta attendere: «I post girati sono assolutamente da respingere e non appartengono alla cultura politica del Partito Democratico – ha spiegato lunedì in una nota – una cosa è la giusta e ferma condanna della politica di guerra del Governo Netanyahu che il Pd in tutte le sue articolazioni e presenze istituzionali ha sempre riaffermato, altra cosa è identificare l’operato di un governo con l’intero Paese. Questo è un grande errore che non rende giustizia a chi in Israele si oppone alla politica di guerra e di morte del Governo, intervenuto militarmente in Libano senza rispettare la tregua e il diritto internazionale. In un mondo sconvolto dalla guerra le risposte devono essere altre: non possiamo alimentare l’odio e forme di antisemitismo, imboccare questa strada sarebbe tragico».

Ha, quindi, invitato Gamba a rimettere l’incarico.
«Un conto è il Governo israeliano e un conto il popolo – ha precisato il consigliere comunale democratico Marco Riboldi che ha firmato il manifesto di Sinistra per Israele – in un clima teso come l’attuale è alto il rischio che scatti l’identificazione».

Post social contro Israele, possibile coda nel consiglio del 20 aprile

La vicenda potrebbe avere una coda lunedì 20 aprile in consiglio comunale quando Marco Monguzzi di FdI potrebbe ripresentare la mozione che la maggioranza non ha voluto discutere il 13 in quanto non era prevista la fase preliminare. «La fuga dal confronto non è neutralità – ha scritto Monguzzi sui social – il silenzio non è un rifugio sicuro, è un’ammissione di colpa».