Monza approva il Codice etico: Civicamente e Azione litigano sui biglietti del Gp

Il dibattito sul Codice etico approvato a inizio settimana dal consiglio comunale di Monza è naufragato sui biglietti del Gran Premio.
Paolo Piffer in diretta dalla Villa reale
Paolo Piffer Villa reale Monza

Gira e rigira il dibattito sul Codice etico approvato a inizio settimana dal consiglio comunale di Monza è naufragato sui biglietti del Gran Premio: il confronto sul documento votato dalla sola maggioranza di centrosinistra, che impegnerà unicamente gli amministratori che decideranno di firmarlo, ha dato vita a un aspro botta e risposta, proseguito fuori dall’aula, tra Paolo Piffer di Civicamente e Tullio Parrella di Azione.

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Secondo l’esponente della civica, la maggioranza intenderebbe utilizzare il testo per «apparire fuori» e raccontarsi in modo diverso da quello che è stata in parecchie occasioni: come ha precisato sui social e come in parecchi in sala hanno intuito, ha inteso tacciare il centrosinistra di incoerenza per, tra l’altro, non aver mai rifiutato i biglietti della Formula Uno che ogni settembre vengono distribuiti agli amministratori.

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Parrella lo ha, però, invitato a «fare nomi, cognomi e fatti che lui probabilmente sa così gravi da essere denunciati in aula» oppure «a stare in silenzio» provocando la reazione dell’esponente di Civicamente che ha chiesto, invano, l’intervento della presidente dell’assemblea Cherubina Bertola e che, in una nota diffusa mercoledì 25 febbraio ha accusato il consigliere di Azione di «bullismo istituzionale» e di non riuscire a «distinguere un codice etico da un codice penale».

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Attorno a Parrella hanno fatto quadrato il segretario regionale del partito Fabrizio Benzoni, quello provinciale Roberto Zanni e quello cittadino Massimo Belotti, che in un comunicato hanno bollato le parole di Piffer come «accuse infamanti nei confronti dell’amministrazione» in quanto lascerebbero «intendere circostanze che vedono soggetti rei di comportamenti non etici, se non peggio punibili ai sensi di legge».

Tutti i consiglieri, hanno aggiunto, avrebbero dovuto domandare chiarimenti al rappresentante di Civicamente che dovrebbe spiegare «le circostanze e i fatti» a cui ha fatto riferimento.