«Questo Pgt ci proietta verso una Vedano da vivere». È con lo slogan della maggioranza che l’assessore all’urbanistica Chiara Altieri spiega in poche parole la visione del piano di governo del territorio, di cui è stata approvata la variante generale, venerdì 27 febbraio. Il via libera è arrivato al termine di un percorso lungo e articolato. Dopo la presentazione del progetto a fine luglio, sono pervenute osservazioni da parte di privati, oltre a quelle della Provincia e del Parco Valle Lambro, sotto forma di prescrizioni.
Pgt: il documento precedente annullato dal Consiglio di Stato
«Abbiamo adattato le nostre norme a quelle richieste dagli enti sovraordinati -spiega Altieri-, anche grazie a un dialogo costante e costruttivo con la Provincia, proprio per non ricadere negli errori del passato». Il riferimento è al Pgt approvato dall’amministrazione precedente nel 2021 e annullato dal Consiglio di Stato nel 2024, per il mancato recepimento di alcune prescrizioni provinciali. Le osservazioni dei privati, in molti casi, riguardavano errori materiali già corretti dagli uffici. Una trentina anche quelle presentate dall’opposizione di Lista per Vedano: «Chiedevano modifiche che a nostro avviso non erano errori, ma interpretazioni diverse delle norme. Abbiamo comunque sistemato alcuni aspetti per maggiore chiarezza». L’opposizione ha votato contro, ma ha riconosciuto «il grande lavoro svolto e l’apertura all’ascolto dei cittadini in questi quattro anni».
Pgt: diminuiti drasticamente gli ambiti di trasformazione
Tra i punti centrali, il consumo di suolo. «Abbiamo garantito il non consumo -ribadisce Altieri-, destinando le aree a verde, agricolo, parchi pubblici e servizi, dove non si costruisce». Se nel vecchio piano erano previsti venti ambiti di trasformazione, la nuova variante ne individua solo tre. Il Pgt si caratterizza anche per la sua snellezza: «Procedure semplici, facili da attuare ma con norme precise». Prevista una premialità per chi investe in energia sostenibile, recupero delle acque piovane e interventi contro le bolle di calore, come la riduzione delle pavimentazioni superflue e la piantumazione di filari di alberi. Stop alle medie strutture di vendita alimentari: «Vogliamo preservare i negozi di vicinato». Spazio invece a ciclopedonali, parcheggi e soprattutto servizi, con l’ipotesi di una nuova palestra per rispondere alla crescita delle società sportive. «Siamo molto soddisfatti del risultato -conclude Altieri-. Restare senza uno strumento urbanistico è stato complicato semplicemente per chi ci chiedeva delle certificazioni. Ora finalmente potranno partire nuovi interventi, in particolare per la riqualificazione degli edifici del centro storico. È un piano che guarda lontano e restituisce spazi e opportunità ai cittadini e alle associazioni».