In Lombardia diminuisce la cassa integrazione ordinaria, nel terzo trimestre del 2026, ma cresce quella straordinaria: in Brianza, il dato di settembre è un + 0,5% nonostante per la cassa ordinaria sia attestata una diminuzione del 17,2%. Lo dicono i dati rilevati dalla Uil regionale, che sottolinea come nei primi nove mesi del 2026 in Lombardia sono state autorizzate 63,6 milioni di ore di cassa integrazione, rispetto ai 72,2 milioni dello stesso periodo del 2025, registrando una flessione complessiva dell’11,9%. “Un calo meno marcato rispetto alla media nazionale (-21,9%) che, tuttavia, cela una profonda e preoccupante mutazione della crisi produttiva: mentre la Cig ordinaria diminuisce del 23,3%, quella straordinaria vola del 16,8%, toccando quota 24,1 milioni di ore”.
Monza e Brianza: cassa integrazione straordinaria, i numeri
La cassa integrazione straordinaria rappresenta oggi ben il 37,9% del totale delle ore autorizzate in regione (era il 28,6% un anno fa), aggiunge il sindacato, sottolineando come sia “un indicatore inequivocabile di processi di ristrutturazione, riorganizzazione e crisi aziendali complesse che colpiscono in modo disomogeneo i territori, a partire dall’impennata registrata a Varese (+52,1%, con la straordinaria a +351,6%) e dai dati negativi di Lecco (+6,6%) e di Milano, che a settembre segna un incremento complessivo del +10,5%”. Le autorizzazioni si concentrano soprattutto nel settore industriale che ne assorbe il 93%, guidato dai 16,1 milioni di ore di Cig straordinaria nella sola meccanica (66,9% del totale regionale). “L’emergenza richiede risposte immediate” aggiunge la Uil.
«La diminuzione delle ore autorizzate è un segnale positivo, ma non possiamo limitarci a guardare la media regionale – commenta Salvatore Monteduro, segretario confederale Uil Lombardia – L’aumento della cassa integrazione straordinaria e la sua forte concentrazione in alcuni territori e comparti impongono un monitoraggio costante delle crisi e dei loro esiti. Chiediamo piani industriali verificabili, tutela assoluta dei posti di lavoro e percorsi strutturati di formazione e riqualificazione già durante la sospensione. La Cig deve tornare a essere uno strumento per superare le difficoltà, e non soltanto un modo per rinviare i problemi».
Monza e Brianza: cassa integrazione, «serve il confronto»
La situazione a livello territoriale per Monza è espressa dal coordinatore territoriale Gian Carlo Pagani, per il quale «i dati sulla cassa integrazione, nonostante la decrescita della ordinaria, confermano che anche il territorio di Monza e Brianza deve mantenere alta l’attenzione sulla tenuta del sistema produttivo e occupazionale. La diminuzione complessiva delle ore di Cig non deve far abbassare la guardia, perché dietro i numeri ci sono aziende che attraversano fasi di riorganizzazione e lavoratrici e lavoratori che vivono una condizione di incertezza. È necessario intervenire sulle situazioni di crisi con un confronto costante tra istituzioni, imprese e parti sociali. Chiediamo piani industriali concreti, investimenti e garanzie sulla continuità occupazionale. La priorità deve essere difendere il lavoro, salvaguardare il patrimonio industriale del territorio e accompagnare le trasformazioni produttive senza lasciare indietro nessuno».