“Il governo convochi rapidamente un tavolo nazionale su STMicroelectronics nel quale l’azienda sia chiamata a presentare un nuovo piano industriale, chiaro e credibile, che garantisca sviluppo, investimenti e tutela dell’occupazione per il sito di Agrate e per l’intero perimetro italiano”. La Fiom Cgil Brianza, a vacanze natalizie concluse, torna alle parole pronunciate prima delle festività natalizie dall’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, quando visitò lo stabilimento STMicroelectronics di Agrate Brianza “incontrando il management aziendale e una delegazione delle RSU”.
In quella occasione, dice il sindacato: “Guidesi ha sottolineato come il sito di Agrate sia un sito innovativo, nel quale sono presenti tutte le competenze necessarie per fare innovazione, e che per questo meriti un piano industriale all’altezza della situazione”. Ora però, dice la Fiom brianzola, al di là dell’accoglienza ovviamente positiva delle dichiarazioni dell’assessore regionale “per il riconoscimento del valore industriale e professionale del sito di Agrate”, “riteniamo che alle parole debbano ora seguire azioni conseguenti e concrete”.
Il futuro della STMicroelectronics ad Agrate: “Posticipare al 2027 la dismissione della produzione 200 mm”
Il sindacato si aspetta sviluppi positivi anche “alla luce del recente cambio del Board di STMicroelectronics”. “In questa fase di profonda trasformazione, segnata dal passaggio alle tecnologie a 300 mm (12 pollici) e da un futuro ancora incerto – aggiunge la Fiom brianzola – riteniamo indispensabile posticipare la dismissione della produzione a 200 mm (8 pollici), oggi prevista per la fine del 2026, almeno fino alla fine del 2027″.
Una decisione che secondo il sindacato sarebbe “il solo modo possibile per salvaguardare i livelli occupazionali, evitare il ricorso agli ammortizzatori sociali, che avrebbero un impatto pesante sulle lavoratrici e sui lavoratori e garantire una transizione industriale ordinata e non traumatica”.
STM Agrate, la Fiom Cgil MB: “Non lasciare il sito solo sulle spalle di chi ci lavora”
Il sindacato, in alternativa, se non si dovesse intervenire, vede da un lato una situazione futura tutta da costruire e “un presente lasciato al suo destino”. “Questo per noi non è accettabile – dicono – La transizione tecnologica – conclude la Fiom Brianza – deve essere governata, accompagnata e sostenuta, non scaricata sulle spalle di chi oggi manda avanti lo stabilimento con il proprio lavoro e le proprie competenze. Per questo ribadiamo con forza che Agrate merita un piano industriale all’altezza, capace di tenere insieme innovazione, produzione e occupazione”.