Senago boccia il nuovo statuto del Sistema bibliotecario Nord Ovest

Senago boccia il nuovo statuto del Sistema bibliotecario Nord Ovest per ragioni di costi e tempi. Il voto è ininfluente.
Senago ha votato no alla riforma dello statuto csbno
Senago ha votato no alla riforma dello statuto csbno

Senago boccia il nuovo statuto del Sistema bibliotecario Nord Ovest per ragioni di costi e tempi. La revisione e aggiornamento del documento che disciplina l’azienda speciale Csbno, che gestisce il sistema bibliotecario di 32 Comuni, compresi Varese e Lodi, nella sera di martedì è incorsa in uno stop imprevisto con il No del consiglio comunale senaghese. La città amministrata dal sindaco Magda Beretta si oppone ai punti della revisione di quello che era lo Statuto dal 2015. E da quel momento in avanti tante sono state le novità in seno al Consorzio, uno dei sistemi bibliotecari più grandi d’Italia.

Senago boccia il nuovo statuto del Sistema bibliotecario Nord Ovest: i motivi

A non convincere l’assise di Senago è stata la decisione di prolungare la durata del sodalizio fino al 2060, un lasso di tempo giudicato troppo ampio. In più si apre anche alla possibilità – scritta nero su bianco – di incrementare i costi, con il passaggio dei membri del cda da 3 a 5 rappresentanti. La durata di ampio raggio e l’apertura a possibili incrementi degli oneri costituiscono due dei nodi più importanti, ai quali si va ad aggiungere l’obbligo di comunicazione di una eventuale uscita dal sodalizio con un largo anticipo di almeno un paio di anni.

Senago boccia il nuovo statuto del Sistema bibliotecario Nord Ovest: voto ininfluente

Su cosa comporti questo voto negativo di Senago, è intervenuta la presidentessa , Maria Antonia Triulzi. «Ovviamente dispiace e non si può nemmeno parlare di “un no politico” perché la presidenza dell’assemblea dei sindaci è in capo al centrodestra», nella figura dell’assessore Daniela Maggi di Cinisello Balsamo. «Parlerei piuttosto di una cattiva comunicazione. Lo Statuto era da aggiornare perché presentava dei passaggi assolutamente non più attuali»: era necessario l’inserimento della possibilità di fare riunioni da remoto, bisognava  aggiornare la sede da Novate a Arese e altro.
«Le modifiche dello Statuto – è la considerazione finale – sono approvate dall’assemblea dei sindaci a maggioranza dei due terzi degli enti aderenti che rappresentino almeno i due terzi del capitale di dotazione», quindi il voto negativo di Senago non inficerebbe in alcun modo il percorso intrapreso.