Alessandro Meregalli, avvocato penalista originario di Monza, segretario della Camera penale di Trento che in passato ha ricoperto lo stesso ruolo nell’organismo brianzolo, è un convinto sostenitore del sì alla riforma.
Perché voterà sì al testo firmato dal ministro Carlo Nordio?
Per avere giudici terzi, imparziali, autonomi e per liberare la magistratura dalla politica. Le presunte interferenze che secondo i sostenitori del no potrebbero derivare dall’applicazione della riforma sono un falso problema: l’articolo 104 della Costituzione certifica l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato ma oggi, al contrario, la magistratura è condizionata dalla politica. Le correnti all’interno dell’Anm e del Csm sono politica pura in quanto alterano gli equilibri e influenzano le nomine, i trasferimenti e le promozioni. Il sorteggio scardinerebbe il loro potere.
Referendum sulla giustizia, l’avvocato Meregalli: il Csm condizionato?

Cosa risponde a chi critica le modalità con cui è stato concepito il sorteggio e sostiene che l’operato dei Csm sarebbe condizionato?
Non vedo questo rischio in quanto i Csm saranno costituiti da venti membri togati e da dieci laici. Ricordo che esiste l’obbligatorietà dell’azione penale e rispondo, piuttosto, che da quando nel 1992 Achille Occhetto ha abbracciato i pm di Milano la magistratura invade il campo politico e si sente una forza moralizzatrice a causa di una classe politica sempre più debole che, invece di affrontare le cause delle problematiche sociali, introduce nuove tipologie di reato. Faccio notare che i più contrari alla riforma non sono i giudici, che emettono le sentenze in nome del popolo italiano, ma i pubblici ministeri che temono di perdere il peso specifico di natura politica che hanno conquistato negli ultimi trentacinque anni. Da uomo di sinistra sono garantista e ricordo che storicamente la sinistra ha sempre sostenuto la separazione delle carriere.
Referendum sulla giustizia, l’avvocato Meregalli: l’Alta Corte
La creazione dell’Alta Corte Disciplinare secondo il fronte del no rappresenterebbe uno spreco di denaro…
Con un sistema disciplinare riformato, in cui i magistrati non si sentissero più liberi di fare quello che vogliono, guidato da persone competenti e capaci di far funzionare la macchina della giustizia, quei quaranta milioni di euro si recupererebbero in efficientamento di tutta la struttura.
Gli effetti della riforma saranno immediati?
No, penso che i primi esiti si inizieranno ad apprezzare tra quindici-vent’anni in quanto la riforma richiederà, innanzitutto, un cambio di cultura.