La scelta di prendersi cura di qualcosa più grande di sé e di custodirlo per chi verrà è il filo rosso che lega i brianzoli che sabato 3 ottobre hanno ricevuto nell’auditorium della Provincia di Monza e Brianza il Premio Beato Talamoni. Lo ha spiegato il presidente dell’ente Luca Santambrogio nel consegnare le benemerenze: «Hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte – ha affermato – mettendo passione, tempo e una parte importante della loro vita al servizio della comunità» in campi diversi, dalla ricerca, alla cultura, dallo sport al sostegno delle persone fragili.
L’edizione 2026 è stata, peraltro, speciale: in occasione dei cento anni della nascita di Talamoni, patrono della Brianza, sono stati attribuiti tredici riconoscimenti, il numero più alto finora, parecchi dei quali sono andati a figure che si sono battute per l’autonomia del nostro territorio.
Monza e Brianza: chi ha avuto i Premi Talamoni 2026

Il Premio è stato assegnato all’associazione Carcere Aperto che dal 1994 supporta i detenuti della casa circondariale di Monza con progetti culturali e percorsi di reinserimento lavorativo, come ha detto il presidente Valerio Monti. Il Moto Club Lazzate da settant’anni promuove la crescita del motociclismo, ha ricordato Donato Monti che lo guida da oltre mezzo secolo, e ha organizzato venti campionati mondiali di trial.
Mimì Aminata Caruso, vincitrice dell’edizione X Factor 2024 e interprete dell’Inno di Mameli alle Paralimpiadi di Milano-Cortina, è tra i brianzoli più giovani ad aver ricevuto il riconoscimento. «Sono molto contenta di rappresentare la generazione dei ragazzi – ha commentato – ci impegniamo tanto a rendere il mondo un posto un po’ migliore».
«Ho sempre seguito la curiosità di conoscere e immaginare esperienze: il segreto del maestro è di non tenere le cose per sé» ha dichiarato l’ebanista e liutaio Michele Sangineto che da decenni ricostruisce gli strumenti antichi partendo dallo studio dei quadri e dei documenti.
Paolo Mocarelli, già primario dell’ospedale di Desio, ha riportato il pubblico ai giorni drammatici del luglio 1976 quando, con colleghi e istituzioni, ha affrontato il disastro dell’Icmesa. «Dall’incidente abbiamo imparato a gestire meglio la qualità degli esami – ha spiegato – da lì sono iniziate l’applicazione dell’informatica sanitaria in Italia e la gestione sistematica dei data base».
Roberta Giorgetti ha ritirato il Talamoni alla memoria del papà Carlo, l’imprenditore di Meda che dopo il rapimento e l’uccisione del figlio Paolo, ammazzato nel 1978 a sedici anni, con la moglie Augusta ha fondato l’associazione “Amici di Tanguiéta” che sostiene il reparto di pediatria, dedicato a Paolo, in un ospedale del Benin. A breve, ha anticipato Roberta, partirà una raccolta di fondi per riparare un impianto di generazione dell’ossigeno.
Monza e Brianza: le menzioni d’onore al Premio Talamoni

Le quattro targhe con menzione d’onore sono state assegnate a Luigi Losa, direttore de il Cittadino dal 1994 al 2014, che ha raccontato la cronaca della Brianza, si è battuto per l’istituzione della Provincia e da anni con la Casa della carità di Seregno e la Fondazione della Comunità di Monza e Brianza opera affinché sia «un territorio solidale e inclusivo»; allo psichiatra e responsabile del presidio Corberi di Limbiate Jacopo Santambrogio, al Monza Marathon Team e alla memoria di Massimiliano Chiolo per l’impegno pluridecennale al servizio della comunità di Verano, di cui è stato sindaco.
Monza e Brianza: gli altri riconoscimenti al Premio Talamoni

Alla memoria di Umberto Bossi è stata assegnata una targa onoraria, ritirata dal figlio Renzo, per aver sostenuto il processo di istituzione della Provincia mentre due targhe speciali sono stati attribuite alla memoria di Dante Oreste Orsenigo, sindaco di Carate per sei mandati e parlamentare che ha dedicato «la propria vita al servizio della comunità brianzola», e ad Augusto Pessina, biologo e ricercatore universitario che, come direttore del Centro Culturale Talamoni, da decenni valorizza l’eredità spirituale e umana del Beato.
