Monza, Arco Spedizioni e caro gasolio: “Da gennaio prezzo cresciuto del 25 per cento”

Il direttore commerciale della società monzese commenta le difficoltà del settore trasporto merci a causa del forte rincaro del gasolio da autotrazione
Mauro Armanini, direttore commerciale Arco Spedizioni
Mauro Armanini, direttore commerciale Arco Spedizioni

Trasportare merci per strada, per cielo e per mare è il loro mestiere da 56 anni: Arco Spedizioni, fondata nel 1970, è una società monzese che ha il quartiere generale in via Buonarroti 203 a Monza. Il Gruppo conta su una rete costituita da 130 filiali, circa 1.500 mezzi di trasporto e un migliaio di dipendenti diretti. Logico, quindi, che l’azienda si trovi a fronteggiare in presa diretta il vertiginoso balzo in avanti del costo dei carburanti.

«Ora – spiega il direttore commerciale Mauro Armanini, 59 anni, da 23 anni dipendente di Arco Spedizioni – non si vede la fine di questa situazione. Ma resta il fatto che, da gennaio a oggi, il prezzo del gasolio per autotrazione è cresciuto di circa il 25%. L’incremento dei costi, per un’azienda che ogni mese percorre migliaia di chilometri con i propri mezzi di trasporto, è ovviamente notevole».

Monza, Arco Spedizioni e caro gasolio: anche il fuel surcharge non è sufficiente

Talmente pesante da mettere a rischio l’equilibrio tra costi e ricavi. Le imprese di trasporto possono comunque mettere in atto il cosiddetto fuel surcharge, cioè chiedere al committente l’adeguamento della tariffa di trasporto in base dell’aumento del costo del carburante. Una procedura adottata anche dalle compagnie aeree. Una parte dell’aumento, in pratica, viene caricata sull’utente finale. Ma anche questo procedimento non è sufficiente a coprire l’aumento totale.

«La questione – aggiunge Armanini – è molto complessa, anche perché alcuni nostri clienti devono pure fronteggiare l’aumento delle materie prime. I clienti sono consci del fatto che ci troviamo in una situazione d’emergenza. La nostra capacità di resilienza era stata messa a dura prova dalle crisi precedenti. Anche con l’inizio della guerra in Ucraina il prezzo del gasolio era schizzato in alto. Un po’ di anticorpi ce li siamo fatti. Ma bisogna sperare in un rapido ritorno alla normalità».