Meda e dintorni: un anno dopo il disastro, il sistema di protezione

Un'asta benefica e tutti gli interventi del Comune di Meda perché non ci sia più un 22 settembre.

Ripartire a un anno dall’alluvione: da quel 22 settembre 2025 la città ed i suoi abitanti sono cambiati, inesorabilmente, nella forma e nella sostanza. Quando la furia dell’acqua e del fango mise in ginocchio Meda, la forza ed il coraggio dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni ha fatto la differenza, ma il ricordo di quel terribile giorno rimane non solo negli occhi delle persone, ma anche e soprattutto nelle ferite di un territorio che a fatica, in alcuni casi, mostra segni di reazione. Ci sono però risorse inesauribili e sono la fonte di chi, uomini e donne e attività, si sono rimboccate le maniche e lo fanno tutt’ora con straordinari gesti di solidarietà e umanità.

Meda e dintorni: un anno dopo il disastro, l’asta benefica

Il distretto del mobile di Meda è sceso in campo unito per ripartire e sostenere uno dei simboli più colpiti dal disastro: la scuola dell’infanzia Maria Bambina. Lunedì 22 settembre, nel cuore di piazza del municipio, l’eccellenza produttiva del territorio ha incontrato la solidarietà cittadina in una grande asta di beneficenza pensata per raccogliere i fondi necessari a coprire i pesanti costi di ristrutturazione e ricostruzione dell’istituto.

L’evento, promosso con il patrocinio del Comune e intitolato significativamente “Ripartiamo ad un anno dall’alluvione”, ha messo all’asta complementi d’arredo e pezzi unici donati dalle più importanti aziende del settore del mobile medese. La maratona benefica è stata arricchita dalla possibilità di cenare in piazza grazie al contributo dei locali della zona e di visitare direttamente i locali rinnovati della scuola. E poi c’è il grande lavoro dell’amministrazione comunale. Come ricordato dal sindaco Luca Santambrogio.

Meda e dintorni: un anno dopo il disastro, i progetti comunali

Un lavoro iniziato nei giorni immediatamente successivi all’emergenza, che ha coinvolto enti, tecnici e Comune in una programmazione serrata. Il primo intervento è stato la ricostruzione degli argini crollati: Aipo (l’Agenzia interregionale per il fiume Po che ha la competenza sui corsi d’acqua) ha ripristinato le parti compromesse e ha rimosso i detriti di maggiori dimensioni dal torrente Tarò, liberando il flusso e verificando il tratto sottostante largo Europa, uno dei punti più critici durante l’esondazione. Pulite le rogge di via Manzoni e via San Giuseppe, mentre sulla Val de Mez sono stati eseguiti lavori mirati per migliorare la capacità di deflusso.

Meda e dintorni: un anno dopo il disastro, il sistema di allerta

Sul fronte della prevenzione, il Comune ha affidato gli incarichi di progettazione per una serie di opere strutturali: rifacimento del ponte di via Como, sistemazione della roggia Val de Mez, rifacimento dei ponti di via Luigi Rho e viale Francia. Interventi che puntano a eliminare strozzature, migliorare la portata e garantire maggiore sicurezza in caso di precipitazioni intense. “È in avvio anche un sistema di monitoraggio con messaggistica e telecamere, pensato per controllare in tempo reale i livelli dell’acqua e rendere più rapide le allerte. Funziona già benissimo in qualche Comune vicino. È un campanello d’allarme in più. Un tassello tecnologico che completa il quadro degli interventi materiali” spiega il sindaco: “Per queste opere il Comune ha impegnato oltre 1,3 milioni di euro, a fronte di un contributo regionale di circa 400mila euro. La sicurezza del territorio richiede continuità, trasparenza e collaborazione“.

L'autore

Giornalista pubblicista dal 1998, ascolto persone, racconto storie, modero eventi. Amo lo sport, ma sono molto di parte.