Droga e telefoni cellulari introdotti nel carcere di Monza: sei misure cautelari, coinvolto anche un agente penitenziario

Mercato clandestino di droga e telefonini in carcere a Monza: sei persone tra le quali un agente penitenziario son state colpite da una misura cautelare
MONZA CARCERE VIA SANQUIRICO
Monza, il carcere di via Sanquirico Radaelli Fabrizio

Droga e telefoni cellulari ai detenuti del carcere di Monza: sei persone, tra le quali una guardia carceraria, già ai domiciliari da marzo per la vicenda, sono state colpite da una misura cautelare. L’indagine è stata condotta dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Monza e della Brianza. Indagati quattro cittadini italiani, tra i quali l’agente penitenziario, e due albanesi, a vario titolo, per corruzione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, introduzione illecita di telefoni cellulari all’interno di un istituto penitenziario e furto con destrezza. Due dei sei indagati sono in carcere, uno, l’agente, ai domiciliari, obbligo di firma per gli altri.

Sotto la direzione della Procura della Repubblica di Monza, in collaborazione con la Polizia penitenziaria, da febbraio gli agenti della Squadra Mobile, dopo una segnalazione proveniente dalla stessa Polizia Penitenziaria, hanno ricostruito il presunto sistema illecito di introduzione e distribuzione di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari all’interno dell’istituto penitenziario di via Sanquirico.

Monza, le indagini delle Squadra Mobile di Monza dopo una segnalazione della Polizia penitenziaria

Al centro dell’attività illecita ci sarebbe stato uno dei due cittadini albanesi arrestati, inizialmente detenuto nella struttura e poi scarcerato, che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe gestito il traffico illecito con la complicità dell’agente della Penitenziaria, il quale, in cambio di somme di denaro, avrebbe introdotto nell’istituto droga e cellulari destinati ai detenuti, “consentendo così di alimentare un vero e proprio mercato clandestino all’interno della struttura” riporta la Questura.

Attraverso attività tecniche e investigative la Squadra Mobile ha documentato incontri e scambi tra gli indagati, anche all’esterno del carcere, in particolare a Monza e Lissone. In una occasione accertata la consegna di 600 euro all’agente penitenziario, un acconto per portare circa un etto di hashish a un detenuto che avrebbe poi distribuito lo stupefacente nella casa circondariale. Già a marzo, grazie al coordinamento tra la Squadra Mobile e la Polizia Penitenziaria, l’agente coinvolto era stato arrestato dalla stessa Polizia Penitenziaria mentre, durante il servizio, stava consegnando a un detenuto un telefono cellulare, circa 200 grammi di hashish e 28 grammi di cocaina. Le successive perquisizioni avevano consentito di rinvenire ulteriori quantitativi di stupefacente e altri telefoni cellulari. Complessivamente, nell’ambito dei controlli effettuati dalla Polizia Penitenziaria di Monza tra luglio 2025 e aprile 2026, sono stati sequestrati circa 900 grammi di hashish e 30 grammi di cocaina.

Monza, scoperta anche una attività di spaccio esterna alla struttura carceraria

L’indagine ha inoltre consentito di individuare un’ulteriore attività di spaccio di cocaina, hashish e sostanze sintetiche all’esterno della struttura carceraria, tra Monza, Lissone e alcuni comuni della provincia di Milano, attività contestata a altri indagati, uno dei quali è anche accusato di un furto con destrezza di 10.000 euro ai danni del titolare di una sala slot di Cinisello Balsamo. Le misure cautelari sono state eseguite dalla Squadra Mobile di Monza, con il supporto delle Squadre Mobili territorialmente competenti, nelle province di Monza e della Brianza, Bergamo e Palermo. Nel capoluogosiciliano uno degli indagati è stato inoltre arrestato in esecuzione di un distinto ordine di carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica di Monza, per una pena di sei anni e due mesi di reclusione relativa a reati contro il patrimonio.

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