Con il mese di ottobre entrerà in funzione a Monza la nuova Torre della Ricerca, dieci piani, quasi 4.000 metri quadrati, dieci laboratori altamente specializzati che ampliano il Centro di ricerca Tettamanti, l’istituto scientifico della Fondazione Matilde Tettamanti. L’opera – spiega la Fondazione: “è stata realizzata per dare più spazio, tecnologie e impulso agli studi sulle leucemie, sulle malattie del sangue e su alcune patologie rare dell’età pediatrica condotti dagli oltre 50 ricercatori del Centro di ricerca Tettamanti”.
Realizzata in soli 18 mesi, la Torre “nasce come un incubatore di idee, competenze e talenti e come luogo capace di attrarre e far crescere nuove generazioni di ricercatori, anche favorendo il rientro di professionalità dall’estero” spiega ancora la Tettamanti. Vi operano ricercatori della Fondazione Tettamanti, della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori e dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, insieme a specializzandi e giovani ricercatrici che hanno maturato esperienze in centri internazionali. Gli spazi sono contigui e collegati con il Centro Maria Letizia Verga: “pensati e progettati per un’integrazione funzionale tra ricerca traslazionale, biobanca, genomica e terapie avanzate, nell’ambito dello studio delle patologie ematoncologiche, metaboliche e genetiche rare in età pediatrica”, promosso da oltre trent’anni dalla Fondazione Tettamanti. Il Centro conta oltre 600 pubblicazioni scientifiche e ha contribuito agli studi pionieristici sulla malattia residua minima, alla prima sperimentazione italiana di una terapia CAR-T in un bambino con leucemia linfoblastica acuta e allo sviluppo della tecnologia CAR-CIK. E’ un punto di riferimento per la diagnosi e il monitoraggio delle anomalie genetiche presenti nei bambini leucemici di tutti i centri di cura italiani.

Monza: da ottobre operativa la Torre della Ricerca: modello di cura promosso da oltre 45 anni dalla Fondazione Letizia Verga
L’opera vuole rappresentare lo sviluppo del modello di cura, assistenza e ricerca promosso da oltre quarantacinque anni dalla Fondazione Maria Letizia Verga, finalizzato a creare le condizioni “per accelerare le risposte ai “perché” ancora irrisolti della malattia”. E’ stata realizzata, grazie al sostegno di numerosi donatori e “al fondamentale contributo di Fondazione Berlusconi e Fondazione Ennio Doris“, che “hanno condiviso con la Fondazione Maria Letizia Verga la fiducia nella ricerca, nel talento e nella responsabilità di investire nelle generazioni future”.
Giovanni e Mariapaola Verga, presidente e vicepresidente della Fondazione Maria Letizia Verga sottolineano: «La Torre della Ricerca è il frutto dell’impegno di tante persone che hanno scelto di costruire insieme il futuro della ricerca. È un patrimonio che restituiamo alla comunità, perché possa generare conoscenza e aprire a nuove possibilità di cura per i bambini e le bambine. La nostra gratitudine va a tutti coloro che hanno contribuito a renderlo possibile e, in particolare, a Fondazione Berlusconi e a Fondazione Ennio Doris, per aver creduto con noi fin dall’inizio in questo sogno. Il loro straordinario sostegno è stato determinante nel trasformarlo in realtà, insieme alla condivisione di una visione che guarda alle generazioni future. È da qui che vogliamo continuare a guardare avanti, verso l’obiettivo che ci guida da sempre: guarire un bambino in più, fino a guarirli tutti».
Così Andrea Biondi, direttore scientifico della Fondazione Tettamanti, descrive il modello scientifico: «La vicinanza fisica tra i laboratori e il Centro Maria Letizia Verga è un elemento fondamentale del nostro modello. Significa mettere in relazione continua ricerca e clinica, facendo dialogare genetica, immunologia, medicina di precisione e nuove terapie cellulari e geniche, con l’obiettivo di comprendere sempre di più i meccanismi della malattia per arrivare a cure più precoci e mirate. Tutto questo oggi è possibile grazie alla generosità di chi ha scelto di investire nella ricerca e nel futuro. Un grazie particolare va a Fondazione Berlusconi e Fondazione Ennio Doris, che hanno creduto con noi in questo progetto e contribuito a renderlo possibile. Per tutti noi la Torre è una nuova casa della ricerca, dove far cresce nuovi talenti e affrontare le sfide scientifiche, per curare sempre di più e curare meglio».