A sessanta giorni dalla sentenza del tribunale amministrativo regionale, la vicenda del bar Numero 1 di Valle Guidino a Besana in Brianza approda al Consiglio di Stato. Venerdì 22 maggio, Erich Motto, titolare dell’attività aperta nella frazione dal 2005, ha presentato appello contro il pronunciamento con cui, lo scorso marzo, i giudici amministrativi avevano respinto il suo ricorso, confermando la correttezza dell’azione del Comune e, di conseguenza, anche dell’ordinanza di sgombero dal terreno comunale di via Don Mazzolari. Il caso riguarda l’area su cui sorge il bar, negli anni diventato un punto di riferimento per la frazione. Dopo la decisione sfavorevole del Tar, l’imprenditore ha scelto di proseguire la strada giudiziaria. L’appello è stato depositato nell’ultimo giorno utile, entro i termini previsti dopo la sentenza di primo grado.
Giudiziaria: una vicenda legale molto complessa
Al centro della controversia c’è la convenzione sottoscritta nel 2003 tra l’ente pubblico locale e il privato, arrivata a scadenza alla fine del 2024. L’accordo prevedeva che, trascorsi vent’anni, l’area tornasse nella disponibilità del Comune libera dalle strutture realizzate nel tempo, quindi senza chiosco e parcheggi. Il terreno, una volta restituito a Villa Borella, avrebbe dovuto presentarsi nella sua condizione originaria: una distesa d’erba a destinazione residenziale, da poter poi mettere sul mercato. Dopo la scadenza della convenzione e dopo l’archiviazione della procedura di alienazione dell’appezzamento di via Don Mazzolari, alla quale anche Motto aveva preso parte, l’amministrazione comunale aveva ordinato la restituzione dell’area entro novanta giorni. Una decisione che l’imprenditore aveva impugnato davanti al Tar. Il ricorso, però, non era stato accolto: i giudici avevano ritenuto legittimo il percorso seguito dal Comune, confermando quindi l’ordinanza di rilascio. La partita, ora, si sposta davanti al Consiglio di Stato. Il nuovo passaggio servirà a stabilire se l’esito definito dal Tar debba essere confermato oppure se vi siano elementi per una diversa valutazione.
Giudiziaria: Valle Guidino si è espressa con una petizione
Nel frattempo resta aperto anche il tema del futuro dell’attività, che impiega cinque dipendenti e che per Valle Guidino rappresenta un servizio e un luogo di aggregazione. La vicenda aveva già suscitato attenzione nella frazione. Motto aveva infatti promosso una raccolta firme per chiedere una soluzione che consentisse la continuità del bar e per ottenere una prelazione sulla vendita del terreno. Le adesioni avevano superato quota 500, a conferma dell’interesse raccolto dal caso tra cittadini e frequentatori dell’attività. Uno dei nodi resta proprio quello della procedura di vendita dell’area. In una prima fase il terreno era stato inserito in un percorso di alienazione, a cui l’imprenditore aveva partecipato. La procedura era stata però archiviata, facendo venir meno la possibilità di arrivare all’acquisto dell’appezzamento in quel momento.