Terzo sul podio del Gp del Messico alle spalle di Max Verstappen e Lewis Hamilton: Andrea Kimi Antonelli su Mercedes è il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1. Il ventenne (e tre mesi) di Bologna è il primo iridato italiano dal 1953, dai tempi di Alberto Ascari campione nel ’52 e nell’anno successivo con la Ferrari.
F1: Kimi Antonelli è campione del Mondo, l’impresa alla seconda stagione nel Circus
Che impresa, una cavalcata passata anche dall’autodromo nazionale di Monza con la vittoria storica che in settembre aveva fatto emozionare anche il popolo rosso del Cavallino. Alla seconda stagione nel Circus, in cui ha polverizzato i record: il più giovane in pole position nel Gp in Cina, il più giovane a vincere a Montecarlo. Il più giovane a vincere il titolo, perché Sebastian Vettel di anni ne aveva 23 nel 2010 su RedBull.
Al round 19 del campionato 2026 – di 23 al netto delle ultime due tappe in Medio oriente – Antonelli ha messo dalla sua anche la matematica: 380 punti nel mondiale piloti, davanti a Verstappen con 261 e Hamilton con 259. Poi Russell (250), Leclerc (245) e il campione uscente Norris (225).
In Messico ha regolato anche un’influenza che all’inizio del weekend dei motori si era presentata con febbre alta. Figlia forse di una prevedibile tensione difficile da contenere anche da parte dei più forti, di chi sembra nato per guidare in formula 1.
F1: Kimi Antonelli è campione del Mondo, il numero 12, il terzo posto e la consacrazione
Lacrime nell’abitacolo della sua monoposto numero 12 – dedicato ad Ayrton Senna e che intende mantenere – subito dopo aver tagliato il traguardo al termine di una gara che ha vissuto anche lo stop con bandiera rossa e la ripartenza dalla griglia al giro 46 per incidente di Bottas: al secondo via Antonelli si è piazzato in terza posizione per festeggiare sul podio, con sorpasso aggressivo su Leclerc che poi ha battagliato con Norris per conservare il quarto posto, e ha viaggiato verso il suo sogno osservando il duello tra la RedBull di Max Verstappen (4 mondiali) e la Ferrari di Lewis Hamilton (7 mondiali, da cui ha preso il testimone in Mercedes). Il britannico alla prima partenza era stato beffato, non senza recriminazioni via radio e successive polemiche, da un attacco del compagno di squadra monegasco che aveva favorito l’olandese.
Poi l’emozione, il tricolore, l’inno e gli abbracci con la sua famiglia e tutto il team Mercedes. E la consacrazione da parte dei due avversari, undici titoli del mondo in due, che lo hanno celebrato sollevandolo sul podio per fargli prendere l’applauso del pubblico.
F1: Kimi Antonelli è campione del Mondo, «grazie alla Mercedes e a Toto Wolff»
«Ce l’abbiamo fatta, non starei qui senza la Mercedes e la mia famiglia, sono grato a loro. È stata una stagione incredibile, come è incredibile e pazzesco condividere il podio con campioni come Hamilton e Verstappen. Grazie mille Messico», ha detto a caldo il pilota.
«La sua forza l’abbiamo vista l’anno scorso – ha ricordato papà Marco ripensando alle difficoltà del primo anno in Formula 1 e alle critiche rimediate – Dobbiamo dire grazie alla Mercedes tutta, a Toto Wolff: se non avesse creduto in lui fin da subito noi non saremmo qua».
«L’Italia è tornata. Oggi non celebriamo solo un campione: celebriamo la fine di un’attesa durata troppo tempo – ha commentato Geronimo La Russa, presidente dell’Aci, presente all’Autodromo di Città del Messico – Come Automobile Club d’Italia e come Federazione sportiva dell’automobilismo, urliamo forte ‘Grazie Kimi’. Grazie per aver riportato il tricolore in vetta alla classifica iridata della Formula 1. Un tricolore che interpreta in maniera forte e importante l’orgoglio nazionale. Kimi è espressione del nostro territorio. Un ragazzo solare, che ha iniziato su un kart, con licenza Aci Sport. Che ha vinto il Campionato italiano. Che è stato selezionato dalla nostra Nazionale ACI Team Italia. La sua vittoria inorgoglisce il Paese e la nostra Federazione, dimostrando che il talento in Italia c’è».