Consumo di suolo, nel 2025 è record: Brianza prima in Lombardia col 41%, «Pedemontana mangia il territorio»

Record di consumo di suolo in Italia nel 2025, la Brianza primeggia in regione con il 41%. Tra i Comuni spiccano Desio e la dorsale lungo Pedemontana.
Suolo Consumato 2025 Ispra
Suolo Consumato 2025 Ispra

Il consumo di suolo in Italia nel 2025 segna il record e avanza di altri 102 km quadrati: un ritmo superiore a 3 metri quadri al secondo, pari a oltre 280mila metri quadrati al giorno. Emerge dall’ edizione 2026 del Rapporto sul Consumo di suolo in Italia, curato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa).

Consumo di suolo, nel 2025 è record: Brianza prima in Lombardia col 41%, Desio in cima alla classifica

In Brianza fari punti su Desio: è il comune che ha cementificato di più in provincia nell’anno 2025. E il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” dice perché: nell’anno 2025 a Desio sono stati cementificati 22,6 ettari di terreno, pari a oltre 30 campi di calcio di Serie A. Un consumo di suolo elevatissimo, legato in particolare ai cantieri di Pedemontana.

Nel rapporto Ispra, la Provincia di Monza-Brianza si conferma tra le più compromesse a livello nazionale, prima in regione con oltre il 41% del suolo coperto da cemento e asfalto (seguono Milano col 32 e Varese col 21%)

«La Pedemontana sta devastando il territorio nella provincia più cementificata d’Italia. Occorre invece azzerare il consumo di suolo», ha commentato Roberto Fumagalli del Circolo Alpi.

Pedemontana cantiere Biassono Triuggio Canonica macchina
Pedemontana cantiere Biassono Triuggio Canonica macchina

Consumo di suolo, nel 2025 è record: Brianza prima in Lombardia col 41%, da Macherio a Vimercate

Sempre in base ai dati diramati da Ispra, in provincia di Monza-Brianza al secondo posto per consumo di suolo nell’anno 2025 c’è il comune di Macherio con 15,7 ettari, poi Vimercate con 12 e Biassono con 10,7 ettari cementificati. «Tutti comuni interessati dal passaggio di Pedemontana», sottolinea il Circolo.

Continua Roberto Fumagalli: «La costruzione di Pedemontana sta devastando le ultime aree verdi della provincia di Monza-Brianza, già oggi la più cementificata in Italia.  A causa dello scellerato progetto di Pedemontana, stiamo compromettendo la vivibilità nel nostro territorio, già colpito da una pesantissima cementificazione. Un trend, quello del consumo di suolo, che purtroppo non trova un’inversione di tendenza, cosa che invece dovrebbe essere prevista, considerata la vasta superficie di suolo già cementificato nel nostro territorio e in considerazione della crisi climatica che stiamo vivendo. Proprio il tema del cambiamento climatico dovrebbe indurci a preservare il suolo naturale anziché cementificarlo ulteriormente. Il suolo naturale ha infatti la funzione di assorbire parte della CO2 in eccesso e di ridurre le isole di calore, soprattutto nelle aree urbane. Per tutti questi motivi come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” denunciamo lo scempio ambientale causato dalla Pedemontana, e ribadiamo il nostro appello ai Comuni per fermare la cementificazione, introducendo il principio del ‘consumo di suolo zero’ nei piani di governo del territorio».

Consumo di suolo, nel 2025 è record: Brianza prima in Lombardia col 41%, la fotografia in Italia

Secondo il rapporto invertire la rotta è possibile e sono oltre 2.100 km quadrati le superfici disponibili in Italia per iniziare a recuperare terreno, realizzare nuovi spazi verdi urbani, depavimentare e limitare il consumo di suolo. Le opportunità individuate sul territorio nazionale comprendono anche 3.281 km² di superfici potenzialmente utilizzabili per la forestazione urbana e 1.116 km² di tetti utilizzabili per l’installazione di impianti fotovoltaici. A queste si aggiungono quasi 9,6 milioni di abitazioni non occupate che possono essere recuperate e riutilizzate.

Altri dati del rapporto: nel 2025 le superfici impermeabilizzate raggiungono il 7,19% della superficie nazionale, 21.644 km quadrati risultano coperti da edifici, infrastrutture, piazzali, impianti e altre superfici artificiali. Cemento e asfalto cancellano altri oltre 10.200 ettari di aree naturali, pari a più di 102 km². I ripristini si fermano a 746 ettari e il bilancio resta negativo per quasi 9.500 ettari. Il suolo consumato avanza anche nelle aree più fragili: in un anno +1.106 ettari nelle zone a rischio alluvione e 707 ettari nelle aree a rischio frana.

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