Da domenica 11 ottobre i monzesi possono incontrarsi in piazzetta San Carlo Acutis e da sabato 17 ottobre potranno attraversare il ponte e i giardini dedicati ad Alexander Langer: le due intitolazioni sono gli esempi più recenti di una toponomastica che si arricchisce continuamente.
Tutte le nuove vie di Monza: le intitolazioni degli ultimi quattro anni
Negli ultimi quattro anni l’amministrazione ha battezzato via Pina Sacconaghi, che omaggia la pittrice che ha ispirato la fondazione del Museo Etnologico, piazzetta Quattro giornate di Monza che, tra le vie Cortelonga e padre Reginaldo Giuliani celebra l’eroismo dei monzesi che dal 18 al 21 marzo 1848 hanno cacciato gli Austriaci, il sagrato don Giovanni Verpelli in ricordo del fondatore e primo parroco della chiesa di Cristo Re, il piazzale Madri Costituenti che davanti alla Stazione richiama il ruolo ricoperto dalle donne nell’Assemblea che ha redatto la nostra Carta, via Aurelia Josz, dedicata alla fondatrice della Scuola Agraria del Parco, deportata nel 1944 per le sue origine ebree ed uccisa nel lager di Auschwitz il giorno dopo essere stata internata.
Parecchie intitolazioni sono state decise, perlopiù all’unanimità, dal consiglio comunale.

Tutte le nuove vie di Monza: i prossimi passi
Altre sono state proposte all’amministrazione da realtà cittadine come è accaduto per la piazzetta San Carlo Acutis, sollecitata dai parrocchiani di Sant’Ambrogio, e per il piazzale don Verpelli, suggerito da alcuni abitanti del quartiere Libertà.
Nei prossimi mesi potrebbero comparire nuove targhe in diversi punti di Monza: «La lista d’attesa è lunga – afferma l’assessore alle Opere pubbliche Marco Lamperti – per alcune manca solo l’autorizzazione della Prefettura, mentre su altre deve ancora pronunciarsi la giunta».
Qualche tempo fa in consiglio comunale è stata ventilata l’ipotesi di vagliare le candidature in una apposita commissione, in modo da razionalizzare i lavori, ma la possibilità è stata bocciata lo scorso anno in occasione della revisione del regolamento dell’aula.
Tutte le nuove vie di Monza: i bambini e la guerra, le donne partigiane, Gemma Bellincioni
Tra le prime targhe a essere affisse dovrebbero esserci quelle del “Giardino della meraviglia per i bimbi della guerra”, a San Rocco, e del parco Peppino Impastato, nell’area verde di via Gallarana dove da anni cresce un albero che porta il nome del giornalista ucciso nel 1977 dalla mafia.
Le altre proposte
L’iter dovrebbe essere in dirittura d’arrivo anche per la dedica di luoghi pubblici alle Donne partigiane, a Ursula Hirschmann, l’antifascista moglie di Eugenio Colorni e poi di Altiero Spinelli che riuscì a diffondere il Manifesto di Ventotene a Roma e a Milano, a Enzo Tortora, a Ernesto Caronni, il primario del San Gerardo che ha rivoluzionato la chirurgia maxillo-facciale, a don Angelo Barzaghi, ad Annamaria Pagnoni. Sulle mappe dovrebbero comparire anche largo monsignor Mario Tomalino, a San Biagio, e il giardino Gemma Bellincioni la cui intitolazione è stata votata la scorsa settimana dal consiglio comunale.