Non è la prima volta ed è difficile pensare che sia l’ultima: il Consorzio Villa reale di Monza ha una volta di più demolito la pista abusiva per mountain bike realizzata a pochi passa dalla stessa direzione della Reggia, a Cascina Fontana. Era già capitato in passato, anche in più occasioni, che il settore tecnico consortile sia intervenuto per sgomberare le strutture – come questa volta con tanto di salti e ostacoli per rendere più emozionante il tracciato.
D’altra parte non era esattamente un mistero: anche solo passando da Google maps non passa inosservato il fatto che a fianco delle scritte Cascina Fontana, Chiosco della Montagnetta e Cascina Milano, compaia anche “Mtb jump“, con tanto di recensioni sullo stesso motore di ricerca (solo due in effetti, ma entrambe a cinque stelle).

Pista abusiva al Parco di Monza: il rischio sanzioni salate
Il Consorzio spiega che sono partiti i lavori per ripristinare l’area e ripulirla. «È vietato circolare in bicicletta nei boschi», ricorda il Consorzio, «e la preparazione di tracciati abusivi con salti, buche e ostacoli non segnalati costituisce un’infrazione ancora più grave poiché altera il paesaggio e disturba gli animali. Inoltre la compattazione del suolo frena la germinazione di giovani piantine e, come è noto, suoli nudi e privi di vegetazione sono più esposti a fenomeni di erosione. Da ultimo, queste soluzioni improvvisate costituiscono un pericolo anche per chi le usa».
E ancora: la Reggia rammenta che il contesto è quello del Parco regionale della Valle del Lambro ed è quindi vincolato e tutelato, così la “realizzazione all’interno di aree naturali protette di percorsi non autorizzati comporta sanzioni elevate oltre all’obbligo per i trasgressori del ripristino ambientale”. «Il Consorzio invita a praticare attività fisica all’interno del Parco, ma nel pieno rispetto delle regole vigenti e dell’importanza storica, paesaggistica e naturale del luogo. Da parte nostra continueremo a contrastare questo tipo di violazioni ambientali attraverso la sorveglianza, invitiamo anche i frequentatori a collaborare segnalandoci situazioni sospette».