Monza, il sacco rosso della differenziata prima sparisce e poi rispunta con supermulta

La disavventura di una monzese che ha ricevuto un doppio verbale da 60 e 122 euro: il suo racconto
Il "sacco rosso" del secco residuo
Il “sacco rosso” del secco residuo

Vicende dal sapore grottesco se non ci fossero di mezzo diversi bigliettoni di euro. A segnalarle è una residente nel centro storico di Monza, che ha avuto alcune disavventure con il sacco rosso per la raccolta indifferenziata dei rifiuti. Il primo episodio risale a inizio settembre quando la signora porta regolarmente fuori dalla porta del suo condominio il sacco in questione prima del passaggio del mezzo destinato alla raccolta.

«Sono sicura di averlo collocato negli orari e nel giorno indicato dall’impresa incaricata – sostiene – e di non essermi sbagliata. Ricordo perfettamente che quel giorno coincideva con la mia partenza per un breve periodo di vacanza fuori città».

Al suo rientro a Monza, l’amara sorpresa: la notifica di una multa di 60 euro («che sono diventati 73 euro per non averla potuta pagare entro la scadenza indicata») per aver lasciato per strada il sacco in un giorno diverso da quello previsto per la raccolta nel suo quartiere. «Non essendo stata a Monza – prosegue – non so che cosa sia successo a quel sacco. Magari non è stato raccolto ed è rimasto lì qualche giorno in più e l’impresa ha pensato che sono stata io ad averlo collocato nel momento sbagliato».

La supermulta per il sacco rosso, rassegnata ha pagato poi un’altra ammenda da 122 euro

Pur arrovellata da questo dubbio, la signora ha deciso di pagare. «Inutile fare questioni, anche se ritengo che la cifra sia un po’ alta. Si vede che doveva andare così» afferma rassegnata. Ma i suoi guai erano ben lungi dal giungere al termine.
«Qualche giorno fa – racconta- arriva un’altra sorpresa. Un bollettino per pagare un’ammenda di 122 euro. Al di là dei soldi da versare, è la motivazione che mi ha fatto fare un balzo sulla sedia. Mi è stato contestato un errato utilizzo del sacco. In pratica, io avrei messo alcune bottiglie di vetro in un sacco destinato alla raccolta indifferenziata che, oltretutto, è stato rinvenuto in una via periferica, dalla quale non passo mai, che si trova a un paio di chilometri da casa mia». Per un attimo la nostra lettrice si è sentita come le inconsapevoli vittime di programmi televisivi che “bersagliano” di scherzi vip e pseudo tali per fare divertire il pubblico.

Le bottiglie nel sacco rosso della differenziata: “So fare la raccolta e mai mi sognerei di farlo”

«Ma nel mio caso non c’è proprio nulla da ridere – incalza – Per prima cosa, da cittadina monzese, so benissimo come fare la raccolta differenziata e mai mi sognerei di mettere delle bottiglie vuote nel sacco rosso. E poi, ammesso che lo volessi fare, le metterei in un sacco dotato di un codice a barre che rimanda a me? Sarei proprio stupida!». Quello che la signora non riesce a capire è «perché il mio sacco sia finito lontano da casa mia. La zona nella quale è stato rinvenuto non la frequento. Non conosco nessuno che abiti lì. Se raccontassi la trama di un film di animazione – è la conclusione della monzese – direi che il mio sacco aveva le ali. Ma purtroppo non è così e i soldi da pagare, ahimè, sono veri».