L’8 ottobre 2026 è una giornata grigia e nuvolosa, come spesso è successo negli anniversari. Venticinque anni fa, l’8 ottobre 2001, era una mattina di nebbia. È l’anniversario dell’incidente all’aeroporto di Linate in cui persero la vita 118 persone, tra cui diversi brianzoli. È rimasto il disastro aereo con il numero più alto di vittime della storia d’Italia.
Aeroporto di Linate, 25 anni fa l’incidente in cui morirono 118 persone: le vittime brianzole
I nomi ora vivono nel Bosco dei Faggi al parco Forlanini, tra gli alberi piantati per ricordare i morti: l’ingegnere delle telecomunicazioni Simone Agosti di Arcore, il ragioniere Leonardo Alcamo di Nova Milanese, gli imprenditori Orazio Piemonti di Carate Brianza e Mauro Vergani di Seregno, il manager Alberto Proserpio di Varedo. E Luca Fossati, erede della Star di Agrate Brianza. Morirono nello scontro tra un aereo di linea della Scandinavia Airlines in partenza diretto a Cohpenaghen e un Cessna, con a bordo l’imprenditore.
Aeroporto di Linate, 25 anni fa l’incidente in cui morirono 118 persone: la visita del presidente Mattarella
Venerdì 8 ottobre alle 8.10 a Linate il momento commemorativo per le famiglie riunite nel Comitato 8 ottobre. Le cerimonie ufficiali invece sono state spostate nella basilica di Sant’Ambrogio dalle previsioni (confermate) di pioggia. Mercoledì scorso, il 30 settembre, l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
«La presenza qui – ha detto il Presidente – sottolinea che il dolore non si estingue, né si attenua. È impossibile che questo avvenga. Si può tradurre in modi diversi (…) Non soltanto i 118 alberi al Bosco dei Faggi, ma anche le Borse di studio e i Premi di laurea, l’impegno a trasmettere e incoraggiare lo studio. Questi impegni hanno accompagnato il vostro impegno per la verità e perché vi fosse giustizia. Ma sono due elementi – gli alberi e le Borse di studio – che esprimono: il primo, il ricordo che non si estingue, ma va raccolto, conservato, curato; il secondo elemento – le Borse di studio e i Premi di laurea – la capacità di riversare il dolore in impegno di solidarietà per gli altri. Perché queste cose non avvengano più. Queste drammatiche evenienze. Impensabili. Ma anche perché si incoraggi la crescita, lo studio, l’impegno dei giovani. Questo riversare sul futuro il dolore in maniera positiva è una scelta non facile. È una scelta di grande valore».
Aeroporto di Linate, 25 anni fa l’incidente in cui morirono 118 persone: i fatti
Quell’8 ottobre di venticinque anni fa erano ancora fresche le immagini dell’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre. A Linate le cause furono attribuite a una serie di errori: nel rapporto dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV), pubblicato il 20 gennaio 2004, la “causa effettiva” è indicata nell’immissione del Cessna sulla pista nello stesso momento in cui stava decollando l’aereo di linea. Ma questo fu causato da un’altra serie di errori a cui venne posto rimedio dopo l’incidente: la segnaletica orizzontale non corretta, il radar di terra non funzionante.
Aeroporto di Linate, 25 anni fa l’incidente in cui morirono 118 persone: un sopravvissuto
Centodiciotto vittime e un solo sopravvissuto, l’addetto ai bagagli Pasquale Padovano che riportò ustioni sull’85% del corpo e ha subito più di cento operazioni: “Sono il morto numero 119 perché senza libertà si muore” aveva detto all’Agi. Ma anche che dall’Inferno è lentamente risalito in un purgatorio in cui “sta da vent’anni”.
Aeroporto di Linate, 25 anni fa l’incidente in cui morirono 118 persone: l’impegno del Comitato 8 ottobre
«Sono soddisfatta, sono contenta – ha detto giovedì mattina Adele Pesapane, presidente del Comitato, arrivando in Sant’Ambrogio – Pare un’assurdità a 25 anni da una cosa veramente così tragica dire sono contenta, ma in realtà è così. Venticinque anni sono un’eternità e sono un nulla per tutti noi familiari. Però c’eravamo dati dei propositi e li abbiamo mantenuti»
Il riferimento è l’impegno del comitato sulla sicurezza aerea: «Fare qualcosa perché non succedesse più una cosa di quel genere, che nessuno soffrisse quello che avevamo sofferto ingiustamente. Abbiamo fatto una lunghissima strada, abbiamo lavorato tantissimo, stiamo lavorando ancora e questo è un motivo di orgoglio per tutto il comitato – riferisce l’Agenzia Ansa – Il lavoro sulla sicurezza per quanto riguarda il trasporto aereo è stato veramente un grossissimo successo e adesso continuiamo a lavorare per la family assistance, cioè l’assistenza ai familiari delle vittime, quella è un’altra cosa terribile che a noi era mancata. Nell’esatto momento in cui una persona vede sconvolta la propria vita, ha bisogno di risposte. Allora era mancato tutto questo, adesso stiamo lavorando perché si creino dei team di emergenza che supportino i familiari e che diano un aiuto concreto, quantomeno psicologico».
Il Comitato aveva rivissuto il dolore, mettendosi a disposizione dei famigliari, nel mese di agosto quando un incidente in Perù aveva causato la morte di due famiglie di Monza e Seregno, i Gianturco e gli Angelucci in vacanza in Sudamerica: sette vittime, nello schianto di un aereo turistico.