Lissone, punti di “svista” al Mac: così i bambini raccontano l’arte

L'esperienza sviluppa dalla scuola dell'infanzia paritaria Maria Bambina nell'ambito di MusEdu, progetto internazionale Erasmus+
Il progetto del Maria Bambina con il Mac di Lissone
Il progetto del Maria Bambina con il Mac di Lissone

Punti di “svista” per osservare, dialogare e scoprire l’arte. Vivere un museo attraverso lo sguardo di un bambino. Questa la prospettiva al centro dell’esperienza sviluppata quest’anno dalla scuola dell’infanzia paritaria Maria Bambina di Lissone nell’ambito di MusEdu – Early Education in Museums for an Inclusive Future, progetto internazionale Erasmus+ dedicato al rapporto tra educazione della prima infanzia e musei, realizzato con la collaborazione di PACO Design Collaborative e con il sostegno del Comune di Lissone e del MAC Museo d’Arte Contemporanea di Lissone. Ieri il Mac (museo d’arte contemporanea) si è raccontato attraverso una trama inedita di voci e sguardi: i pensieri, le parole e le interpretazioni dei bambini e delle bambine della scuola dell’infanzia sono diventate, infatti, vere e proprie didascalie museali per la mostra Stratigrafie del vivente di Giulia Mangoni e per alcune opere della collezione permanente.

Al Mac di Lissone il progetto della scuola dell’infanzia paritaria Maria Bambina nell’ambito di MusEdu

«Pensare che luoghi della città come il Museo siano animati dalla presenza sensibile, attenta e divergente dei bambini e delle bambine – spiegano Carola Castoldi ed Emanuela Parravicini, coordinatrici pedagogiche del Maria Bambina – significa riconoscere nei bambini una linfa vitale per la comunità. Accogliere i loro sguardi trasforma lo spazio pubblico in un luogo di partecipazione, apprendimento, relazione e ascolto autentico. È ciò che rende viva una città e che la scuola coltiva aprendo le proprie porte e abitando il territorio, anche attraverso luoghi significativi come il Mac. Non per creare semplici progetti o vetrine, ma per essere centro di germinazione culturale e sociale, promuovendo una cultura dell’infanzia che riconosca il bambino come soggetto di diritti e rinnovi lo sguardo degli adulti. Una sfida che passa dalla scuola come comunità educante, capace di abitare e trasformare il territorio».

Al Mac di Lissone anche la tavola rotonda

«Avvicinare i bambini ai luoghi della cultura fin dalla prima infanzia – sottolinea Elisa Belloni, assessore alla cultura– significa investire nella formazione di futuri cittadini consapevoli, curiosi e partecipi. L’esperienza di MusEdu ci mostra concretamente quanto sia importante ascoltare lo sguardo dei più piccoli e riconoscere loro un ruolo nella costruzione della vita culturale della comunità. Il museo diventa così non soltanto un luogo nel quale osservare le opere, ma uno spazio nel quale incontrarsi, fare ricerca, esprimersi e costruire insieme nuove forme di partecipazione». Alle 18 si è tenuta la tavola rotonda dal titolo “Dialoghi tra arte, educazione e territorio”, dedicato al ruolo del museo come spazio educativo, culturale e sociale e con l’obiettivo di riflettere sulle relazioni tra scuola, famiglie, museo e comunità.

Al centro il tema della partecipazione delle bambine e dei bambini alla vita culturale della comunità: non semplici destinatari di attività educative, ma interlocutori attivi, capaci di offrire punti di vista, domande, interpretazioni e nuovi immaginari. Un tema che assume un particolare significato anche alla luce del patrocinio concesso dall’UNICEF alla giornata, a conferma del valore dell’iniziativa nel promuovere l’ascolto, la partecipazione e il riconoscimento dei diritti dell’infanzia.