Scuola, Brianza e gli studenti stranieri: meno del 20% nelle aule monzesi

Un tetto del 30% per il numero di studenti stranieri in ogni singola classe? La fotografia di Monza dove la percentuale è meno del 20.
Scuola infanzia Bambini - foto Freepik
Scuola infanzia Bambini – foto Freepik

Un tetto del 30% per il numero di studenti stranieri in ogni singola classe? Sì, no, forse. Sempre che sia possibile, ovviamente.
Ha fatto discutere nei giorni l’annuncio del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara riguardo un prossimo provvedimento nel sistema scolastico. In seconda battuta il ministro ha dato un dettaglio in più: il tetto riguarda la presenza di alunni o studenti che non parlano sufficientemente bene l’italiano, un elemento che sarà definito da «criteri oggettivi», ha aggiunto.
Il decreto legge potrebbe passare dal tavolo del Consiglio dei ministri già giovedì 24 settembre.
Ma quanti sono gli studenti stranieri sui banchi della scuole brianzole?

Scuola, Brianza e gli studenti stranieri: il dato Monza

Il dato di Monza
Secondo il notiziario 2025-26 del Comune di Monza un anno fa la popolazione era composta da 22.870 studenti, distribuiti tra i diversi gradi di istruzione.
“La popolazione scolastica riflette la composizione plurale della comunità cittadina e l’85,5% degli studenti è di cittadinanza italiana, mentre il 14,5% è di cittadinanza straniera – si leggeva – I cicli scolastici dove si concentra una percentuale più alta di alunni con cittadinanza diversa da quella italiana sono la scuola secondaria di primo grado (19,2%) e la scuola primaria (19,1%)”. In entrambi i casi, sotto le soglie dell’ipotizzato decreto legge.
E ancora: “Il numero totale di studenti stranieri è aumentato del 16%, passando da 2.854 a 3.313. Sebbene la scuola statale rimanga la scelta educativa prevalente per gli alunni stranieri, negli anni è stato registrato un incremento considerevole nelle scuole paritarie (34,2%)”.

Scuola, Brianza e gli studenti stranieri: le statistiche del ministero

Per avere qualche dato ulteriore e ufficiale sulla popolazione scolastica di Monza e Brianza e le percentuali di bambini e ragazzi di origine straniera, occorre tornare indietro di qualche anno, al 2024 quando l’ufficio statistica del ministero dell’Istruzione ha diffuso i dati della presenza in tutta Italia con dettagli a livello provinciale. Sono, va detto, i dati relativi all’anno scolastico 2022-23, ma sono utili per farsi un’idea del quadro complessivo: forse la variabile maggiore potrenne riguardare gli alunni di origine ucraina, allora molto presenti.

“Il presente Notiziario analizza la partecipazione, dei bambini e dei giovani di origine migratoria, al sistema scolastico italiano incentrando lo studio sul confronto tra studenti di cittadinanza italiana e studenti di cittadinanza non italiana, rilevati annualmente dall’ufficio di statistica del ministero dell’istruzione e del merito” annotava allora il documento, per quanto in realtà non se ne trovino di successivi.

Nel comune di Monza si contavano allora 3.568 alunni di cittadinanza non italiana, poco più del 14% del totale. Le provenienze principali erano Romani (10,9%), Albania (8,1), Marocco (5,9), Cina (4,3), Ucraina (6,3), Egitto (13,4), India (0,5), Bangladesh (7,2), Moldavia (2,7) e Pakistan (1,0). Nell’intero territorio provinciale studenti e alunni di cittadinanza non italiana erano 16.224: all’infanzia 3.023, alle primarie 6.257, alle medie 3.603 e alle superiori 3.341. La quota per cento studenti complessivi era nell’ordine 13,6%, 15,5%, 16%, 13,9% e 9,6%. Degli studenti superiori 1.020 frequentavano il liceo, 1.543 istituti tecnici e 77 scuole professionali.
Altri dati: in provincia la percentuale di studenti senza cittadinanza italiana, divisi per nati in Italia e non, era distribuita così: complessivamente il 13,6% del totale degli iscritti non aveva la cittadinanza, di questi solo il 4,4 nato all’estero; all’asilo su una quota del 15,5%, il 13,3% era nato in Italia; alla primaria dove gli studenti senza cittadinanza erano il 16%, meno di un terzo (4,8%) era nato all’estero, alle medie (13,9% totale), l’8,9 era nato in Italia mentre alle superiori, con il 9,6% di studenti senza cittadinanza italiana, il 4,6 non era nato sul territorio nazionale.

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