Nel 1966 Lodovico Scarfiotti vince a Monza al volante della Ferrari: ancora oggi rappresenta l’ultima affermazione di un pilota italiano nel GP di casa. L’Autodromo Nazionale Monza ha celebrato l’anniversario e l’impresa nel cuore dell’impianto: la sala controllo del direttore di Gara. “Un luogo particolarmente significativo, scelto per rendere omaggio a un protagonista della storia del circuito“, spiega Sias.
È stata svelata una targa e altre due sono state consegnate a Luigi Scarfiotti, figlio del pilota, accompagnato dalla moglie Carlotta e dal figlio, che porta il nome del nonno, Lodovico. La presenza della famiglia ha creato un ideale collegamento tra la vittoria del 1966 e le generazioni che ne hanno conservato il ricordo.
F1, nel 1966 a Monza il trionfo di Scarfiotti, la doppietta Ferrari: la storia del film Grand Prix (che vinse tre Oscar)
È il 1966 romanzato anche nel film “Grand prix” di John Frankenheimer, vincitore di tre Oscar (per il montaggio, per il sonoro e per il montaggio sonoro) e distribuito un anno dopo nel resto del mondo, Italia compresa. In tanti pagarono il biglietto per sedersi in poltrona davanti al grande schermo, soprattutto a Monza e Brianza: le riprese del film erano state fatte anche all’autodromo nazionale e tanti si erano presentati al circuito per sognare una particina da comparsa o anche solo per vedere la costellazione di stelle che era stata chiamata a fare parte del cast della pellicola. Che comprendeva, tra gli altri, James Garner nei panni del protagonista Pete Aron, Yves Montand, Toshirō Mifune, Françoise Hardy, Adolfo Celi. Nella storia un incidente con conseguenze fatali.
F1, nel 1966 a Monza il trionfo di Scarfiotti, la doppietta Ferrari (e il film Grand Prix): come andò
Ma come andò quell’anno davvero sulla pista dell’autodromo nazionale? Niente morti, tanto per incominciare, ma soprattutto una storica doppietta delle rosse di Maranello.
Il traguardo della gara corsa il 4 novembre a Monza vide tagliare il traguardo prima Ludovico Sarfiotti e subito dopo a poco meno di sei secondi Mike Parkes. La volta precedente in cui le Ferrari registrarono il doppio podio con vincitore e seconda piazza risaliva a cinque anni prima con i piloti Wolfgang von Trips e Phil Hill al Gran premio di Gran Bretagna del 1961. All’epoca il Cavallino rampante non vinceva sul “suo” circuito da due anni, quando a vedere per primo la bandiera a scacchi era stato John Surtees nel 1964. Nel paniere dei record c’è un altro: è l’ultima volta che il Gran premio d’Italia è stato vinto da un pilota italiano, e chissà che l’anniversario non possa essere rinnovato quest’anno – ma c’è la penalità da scontare per Kimi Antonelli – considerando anche che l’altro primato fu quello di Alberto Ascari che era arrivato un decennio prima da primo in classifica mondiale all’appuntamento con il circuito monzese.
F1, nel 1966 a Monza il trionfo di Scarfiotti, la doppietta Ferrari (e il film Grand Prix): pole position di Mike Parkes
Alle qualifiche il più veloce era stato in realtà Mike Parkes, seguito da Ludovico Scarfiotti, poi il britannico Jim Clark su Lotus, il connazionale John Surtees su Cooper Car Company e quinta la terza Ferrari pilotata da Lorenzo Bandini. Al traguardo della gara la domenica, dopo il vittorioso Scarfiotti e il compagno di scuderia Parkes, terzo gradino per Denny Hulme della Brabham e quindi l’austriaco Jochen Rindt su Maserati e Spence della Lotus. Al traguardo un altro italiano: Geki su Lotus, mentre gli altri due connazionali Bandini e Giancarlo Beghetti non sono arrivati al termine.
Altre curiosità: è stato il terzo e ultimo Titolo Mondiale per Jack Brabham e la prima e unica vittoria di Scarfiotti, così come l’unica pole position di Parkes. Ancora: per il vincitore italiano è stato anche l’unico giro più veloce mai registrato, mentre per Richie Ginther è stato il 50esimo gran premio corso, mentre Geki e Phil Hill chiusero la carriera proprio in quel gran premio.
F1, nel 1966 a Monza il trionfo di Scarfiotti, la doppietta Ferrari (e il film Grand Prix): chi era il pilota nato a Torino
Ludovico Scarfiotti era nato a Torino il 18 ottobre 1933, sarebbe poi morto a Rossfeld l’8 giugno 1968. Cresciuto poi a Potenza Picena con la famiglia perché il padre dirigeva il cementificio di Porto Recanati – impiantato anni prima dal nonno Lodovico che fu cofondatore e primo presidente della Fiat – era figlio d’arte: il padre Luigi, ingegnere e deputato del Regno, era stato pilota automobilistico. Aveva esordito nel 1952 su Fiat Topolino, nella gara “Circuito del Piceno”. In carriera la Mille Miglia e poi l’approdo Formula 1 nel 1963. Nella categoria ha partecipato a a dieci Gran premi di Formula 1 fino al 1968, anno in cui morì a causa di un incidente durante le prove della gara in salita di Rossfeld al volante di una Porsche 909 “Bergspyder”.