L’editoriale del direttore Marco Pirola: «Dallo Zucchi al Morosini, Edoardo salpa verso il futuro»

L'editoriale del direttore del Cittadino, Marco Pirola, sull'edizione di giovedì 27 agosto 2026.
Stampa giornali editoriale - foto Freepik
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Ogni tanto vale la pena fermarsi davanti a una buona notizia. Ne abbiamo bisogno. Non perché sia straordinaria soltanto nei numeri, ma perché racconta qualcosa che rischiamo di dimenticare. O meglio abbiamo scordato con il passare degli anni dell’edonismo reganiano prima e della lucida follia del suo ultimo successore .
Ci sono ragazzi che hanno ancora voglia di mettersi alla prova, di scegliere una strada difficile e di vedere fin dove possono arrivare. Edoardo Jerome Zaghi, studente monzese del pregiatissimo Liceo Classico Bartolomeo Zucchi (non mi venite a raccontare nulla di questa scuola perchè l’ho fatta…), è uno di questi.

Ha affrontato due concorsi militari altamente selettivi e li ha superati entrambi. Non uno, ma due. Con un 9,8 nella prova scritta di cultura generale e un 9,85 nelle prove fisiche. Numeri che raccontano preparazione, certo, ma soprattutto una cosa molto meno misurabile: la determinazione. Poi c’era da scegliere. E qui la storia forse diventa ancora più interessante. Esercito o Marina? Milano o Venezia? Edoardo ha scelto il mare e da mercoledì 2 settembre inizierà il percorso alla Scuola Navale Militare Morosini. Non è soltanto una scelta professionale. È una scelta di metodo e coraggiosa. Significa accettare regole, disciplina, fatica, responsabilità. Significa decidere che la strada più comoda non è necessariamente quella più interessante.

E forse è proprio questo il dettaglio che merita di essere sottolineato anche su queste colonne. In un’epoca nella quale spesso raccontiamo i giovani attraverso ciò che manca loro, attraverso le difficoltà, le fragilità o la fatica a trovare una direzione, la storia di Edoardo ricorda che esiste anche un’altra narrazione. Quella dei ragazzi che studiano, si allenano, fanno sacrifici e provano a conquistarsi un posto nel mondo senza aspettare che qualcuno glielo consegni. Insomma dei ragazzi che da qualche decennio non fanno notizia. E non ho mai capito perché. Lo Zucchi, in questa storia, non è soltanto lo sfondo. Un liceo classico che prepara alla cultura umanistica e che vede uno dei suoi studenti affrontare una scuola militare significa anche questo. La cultura non è il contrario della disciplina, così come la conoscenza non è nemica dell’azione. Anzi, possono andare nella stessa direzione.

E allora, al di là delle divise e dei concorsi, la vera notizia è forse questa.
Un ragazzo di Monza ha scelto di alzare l’asticella. E quando un giovane decide di farlo, merita di essere guardato con attenzione e, perché no, con un pizzico di orgoglio. Perché non sappiamo ancora dove porterà Edoardo questa scelta. Sappiamo però da dove parte. Da una scuola della nostra città, da una famiglia orgogliosa e da due risultati che dicono che, quando si decide di provarci seriamente, qualche porta può anche aprirsi. La sua, per ora, conduce a Venezia. E davanti c’è il mare. Buon vento, Edoardo.

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.