Dopo l’arresto della titolare e di un’educatrice dell’asilo nido finito al centro di un’inchiesta per presunti maltrattamenti ai bambini ed esercizio abusivo della professione, interviene il sindaco di Muggiò, Michele Messina. Il primo cittadino ha affidato a un videomessaggio le proprie considerazioni sulla vicenda, esprimendo innanzitutto preoccupazione per quanto emerso dall’indagine e per le possibili conseguenze sui bambini e sulle loro famiglie.
Ma Messina ha voluto anche fare una precisazione sul rapporto tra la struttura e l’Amministrazione comunale: l’asilo nido coinvolto nell’inchiesta non era accreditato con il Comune di Muggiò.
Il sindaco: «La tutela dei bambini viene prima di qualsiasi altra cosa»
«Quello che è emerso nella vicenda dell’asilo nido che ha colpito la nostra città ci preoccupa profondamente, soprattutto pensando ai bambini e alle loro famiglie», ha spiegato Messina. Il sindaco ha quindi chiarito la posizione dell’Amministrazione rispetto alla struttura: non essendo accreditata con il Comune, l’attività del nido non rientrava nella rete dei servizi comunali accreditati.
Una precisazione che, però, non significa disinteresse da parte dell’Amministrazione. «Questo non significa naturalmente che non resteremo attenti a tutta una vicenda molto grave, perché la tutela dei bambini viene prima di qualsiasi altra cosa».
Due educatrici ai domiciliari, altre due indagate
L’inchiesta è coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Monza e della Brianza. Alle prime ore del 10 agosto sono stati eseguiti due arresti domiciliari: nei confronti della titolare della struttura, 42 anni, e di un’educatrice di 24 anni. Per altre due educatrici, di 32 e 49 anni, sono stati raccolti gravi elementi indiziari, senza però l’applicazione di una misura cautelare.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, nell’asilo sarebbero state riscontrate carenze nell’accudimento dei bambini, un’inadeguata somministrazione di cibo e bevande e il ricorso, in alcuni casi, a punizioni degradanti e a metodi educativi denigratori e coercitivi. I bambini coinvolti avrebbero avuto un’età compresa tra pochi mesi e tre anni.
Alla 24enne arrestata viene inoltre contestato l’esercizio abusivo della professione: secondo gli investigatori, avrebbe lavorato come educatrice dal gennaio 2026 senza aver conseguito i titoli abilitativi previsti. Alla titolare viene contestato anche di essersi avvalsa per sette mesi della prestazione professionale della dipendente priva dei requisiti richiesti.
«Attenzione al lavoro della polizia e della magistratura»
Nel suo intervento Messina ha ribadito che sarà ora il lavoro degli investigatori e della magistratura a dover fare chiarezza sulla vicenda e sulle eventuali responsabilità. «Guardiamo con attenzione il lavoro della polizia e della magistratura affinché accerti le cause e chi e quali responsabilità ci sono nella vicenda», ha dichiarato il sindaco.
L’Amministrazione comunale, dunque, continuerà a seguire l’evoluzione del caso per quanto di propria competenza, mantenendo l’attenzione sulle conseguenze per i bambini e per le loro famiglie. «La sicurezza, la dignità e il benessere dei bambini non può mai essere messo in un secondo piano», ha concluso Messina.