Seregno, sparatoria in via Fosse Ardeatine: il Consiglio comunale difende il quartiere Sant’Ambrogio

Tutte le forze politiche in aula hanno concordato sulla necessità di evitare etichette sbrigative sulla zona del fatto, di cui sono stati sottolineati i tanti aspetti positivi
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Il pubblico presente allo spettacolo teatrale svoltosi due giorni dopo la sparatoria

Un accadimento certamente grave nel suo sviluppo, ma che non deve intaccare quanto di buono c’è a Seregno nel tessuto del quartiere Sant’Ambrogio e nell’agglomerato urbano del Crocione, dove purtroppo si è verificato. È questa la sintesi del dibattito che, nella seduta del Consiglio comunale di martedì 28 luglio, ha posto sotto la lente d’ingrandimento la sparatoria che si è verificata giovedì 23 luglio, in tarda serata, in via Fosse Ardeatine, arteria pedonale che congiunge la via Marzabotto e la via Solferino, accanto ai caseggiati di proprietà dell’Aler.

Via Fosse Ardeatine: l’aula esprime vicinanza al quartiere

«Già il giorno successivo all’evento -ha spiegato il sindaco Alberto Rossiho dialogato al telefono con tutti i capigruppo consiliari, constatando una disponibilità al confronto. L’episodio è maturato in un contesto circoscritto, con dinamiche relazionali specifiche, che sono oggetto di indagine e sulle quali non è possibile dire nulla di più». Rossi ha quindi proseguito: «Non c’è un tema di rischio per l’ordine pubblico. Ringrazio le Forze dell’ordine, per il loro quotidiano lavoro sul territorio, ed i servizi sociali, per la presenza nei contesti anche delicati. Diciamo no alle generalizzazioni sul quartiere: è interesse di tutto il Consiglio comunale farlo, evitando etichette sbrigative. Esistono al suo interno fragilità sociali, ma ci sono anche tante realtà positive. Sant’Ambrogio ha una popolazione superiore a quella di metà dei Comuni della provincia di Monza e della Brianza ed accoglie persone che ogni giorno contribuiscono a rendere il quartiere vivo. Questa zona della città è molto di più di un episodio, per quanto grave. Auguriamo il meglio possibile alla persona coinvolta». A fargli eco è stato Giacinto Mariani, capogruppo della Lega, primo cittadino tra il 2005 ed il 2015: «Grazie al sindaco, che mi ha chiamato il giorno dopo il fatto. Io andavo a scuola al Ceredo ed ho avuto molti compagni del Crocione. In quei palazzoni sono stato per questo spesso a giocare. Il Crocione e Sant’Ambrogio sono una gran bella fetta della nostra città, anche se c’è qualche rimasuglio da attenzionare. Auspico che le iniziative culturali già proposte vengano istituzionalizzate e che l’amministrazione prosegua a sostenere le attività del comitato di quartiere. Il territorio è di chi lo vive».

Via Fosse Ardeatine: i pareri dei consiglieri e del vicesindaco Viganò

Samuele Pallavicini di Fratelli d’Italia ha di suo aggiunto: «La comunicazione è un momento utile per una riflessione che consenta di mettere dei capisaldi. Seregno è prima di tutto una città perbene. Questi sono episodi gravi, non la consuetudine. C’è sì un tema sicurezza, ma che ha un respiro nazionale e rimanda ai maranza, alle bande che hanno popolato il centro nelle serate estive. Grazie alle Forze dell’ordine, per il lavoro che fanno sul territorio e la sicurezza che garantiscono a tutti. E tutti noi, come amministratori, dobbiamo affermare che siamo dalla loro parte e non dalla parte di chi le insulta o addirittura le prende a sassate e sputa loro. Se Seregno è una città sicura, il merito è delle Forze dell’ordine». Agostino Silva, capogruppo di Scelgo Seregno, ha invece rimarcato che «la sparatoria ha destato stupore e preoccupazione e spinge a fare alcune considerazioni generali. In quel quartiere ci sono tante cose belle, che meritano di essere considerate. È poi doveroso un ringraziamento alle Forze dell’ordine, per il loro oneroso impegno». Il vicesindaco William Viganò, titolare della delega alla Sicurezza, si è espresso nel solco degli interventi che hanno preceduto il suo: «Grazie all’aula per la condivisione. A Sant’Ambrogio c’è del bello e ci sono persone perbene. Noi siamo una città fortunata ad avere una compagnia dei carabinieri, ma anche un comando della Polizia locale, che permette con la sua attività, ad esempio sugli incidenti, di sgravare qualche incombenza ai militari dell’Arma, così da avere più tempo per le indagini. Anche con i giovani fragili, come mi piace chiamarli, la Polizia locale spende tempo per il loro recupero, con audizioni e colloqui, come fanno le altre Forze dell’ordine».

L'autore

Seregnese, classe 1973, lavoro a “Il Cittadino di Monza e Brianza” dal 1998 e mi occupo dei paesi della Brianza Nord. Presidente del Circolo culturale San Giuseppe di Seregno tra il 2013 ed il 2019, ho curato in prima persona o partecipato alla stesura di più di una ventina di pubblicazioni, tutte riguardanti storie o personaggi della città in cui sono cresciuto e vivo.